2/2013 Politica, sostantivo femminile

Editoriale

Con l’imperare della antipolitica come sinonimo del rifiuto rabbioso non tanto dei partiti, ma della politica stessa come luogo dove si elaborano insieme le priorità, i bisogni e i desideri delle donne e degli uomini che abitano e danno corpo alla cittadinanza, l’emergenza è quella di ritrovare senso alla politica. Per questo il tema centrale di questo numero è politica, e l’incontro annuale di Officine dei saperi femministi ad Altradimora (dal 6 all’8 settembre) lo abbiamo intitolato Politica, sostantivo femminile.

C’è infatti bisogno di tornare a fare e a dire della politica come politica delle donne.

Trovare ponti verso le donne, anche più giovani ma non solo, che oggi sono dentro alla politica (nei movimenti come nelle istituzioni) ma che non hanno la percezione dell’importanza della differenza di genere, e sono formidabili portatrici d’acqua nel mare della neutralità.

Ponti per arginare l’ennesima cancellazione non solo delle donne come corpi, ma come intelligenze e visioni lontane e antitetiche a quelle del patriarcato.

Ponti, iniziative e pratiche che formino, anche, le e i giovani alle priorità della politica: non solo, giustamente, diminuzioni di stipendio al parlamento, ma anche rinarrazione sistematica della storia dei diritti e delle analisi dei femminismi.

Né estranee, né cooptate, né indifferenti, né escluse dalla politica.