2/2009 Cittadinanza negata

 

EDITORIALE

Sei migrante, e quindi non hai diritto alla cittadinanza; sei nata qui da genitori non italiani, ma per un codice assurdo allo scoccare dei tuoi 18 anni, se entro 6 mesi non richiedi la cittadinanza italiana, varrà solo quella dei tuoi, e quindi perderai i diritti civili del paese che fino a quel momento è stato il tuo. Ti perseguitano nel tuo paese, dal quale scappi per evitare leggi sessiste criminali, ma i giudici ritengono che se nel paese d’origine ci sono quelle usanze non hai diritto a chiedere asilo in Italia, anche se rischi lapidazione e mutilazioni genitali. Tutto questo, e molto di più, compone il rosario da sgranare quando si parla di mancanza di cittadinanza femminile.
Torniamo di nuovo sull’argomento cittadinanza, declinata in modo diverso, in questo numero di Marea, dopo avervi proposto il tema della clandestinità attraverso il concorso letterario Clandestina del dicembre 2008, il nostro consueto numero solo di racconti.
Ci torniamo perché l’ondata di voto alla destra in tutta Europa è intrisa di venti xenofobi, e quindi anche fortemente sessisti, e perché la sensazione di estraneità anche in Italia, da parte di chi è italiano e italiana, c’è ed è pesante. Certo è incommensurabilmente peggiore e disumana la condizione di chi migra, e quindi si vede negata la cittadinanza in nome di un diritto che sembra discendere solo dalla casualità del suolo sul quale si nasce. Ma c’è anche il forte disagio di chi, pur avendo la cittadinanza per nascita, vive male nella sua terra: chi perde il lavoro, chi invecchia senza dignità e riconoscimento. Le donne vecchie, per esempio. Perché anche la vecchiaia, specialmente quella femminile, può essere una condizione di perdita di cittadinanza. In questo numero, nuovo nel formato come nella scelta di stampa, Marea apre una sua nuova fase: come tutte le testate delle donne rimaste in piedi sentiamo il fiato sul collo della crisi, e stiamo cercando di resistere. Non è facile, e per questo chiediamo a chi ci segue, da poco o da sempre, in questi nostri 15 anni di vita, di aiutarci. Abbonatevi, fateci conoscere ad altre lettrici e lettori. Seguiteci anche sul sito, e fate sì che questa rivista possa ancora continuare a uscire. Contiamo su di voi. Grazie

Monica Lanfranco www.monicalanfranco.it