2/2010 Leggi un articolo

In difesa della laicità

di Maryam Namazie

La laicità è una rivendicazione ed un desiderio della gran maggioranza del popolo iraniano sebbene il 70% dei giovani abbia vissuto tutta la propria vita solo sotto la legge islamica. Durante le proteste recenti ed ancora in atto, ciò può essere visto chiaramente attraverso il giornalismo civile pubblicato direttamente senza censure su Youtube, Facebook e Twitter.

Senza dubbio il regime islamico in Iran vede la laicità come una forza con cui doversi confrontare. Proprio lo scorso mese, il 16 marzo, duecentodieci membri della Majlis o Assemblea Islamica hanno criticato il potere laico nelle università, dicendo: “Da nessuna parte nel mondo vengono date opportunità a coloro che si adoperano per distruggere il sistema ed i suoi valori dominanti”.*

Questo perché la laicità è una richiesta umana, non importa dove si sia nati o si viva. Ed è una richiesta che non è mai stata così urgente nella storia contemporanea, visto l’emergere dei movimenti religiosi in generale, e dell’Islam politico in particolare.

Lontano dall’essere un concetto solo occidentale, esso ha una speciale urgenza in paesi retti dalla legge islamica, dove norme medioevali vengono avvalorate dallo Stato con indiscriminata brutalità e crudeltà. Le regole religiose impongono la segregazione di uomini e donne, e obbligano a portare il velo pure le bambine. La testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo. Sotto la Sharia, certi campi di studio o di lavoro sono preclusi alle donne. Le donne per esempio non possono essere giudici in quanto si reputa siano troppo ‘emotive’. Le donne non possono lavorare o anche viaggiare senza il permesso del loro tutore maschio. E le donne continuano ad essere lapidate per avere avuto rapporti extra matrimoniali, o impiccate per ‘reati contro la castità’.

Ciò ha luogo in non pochi paesi, dato che la Sharia è oggi la legge religiosa maggiormente imposta nel mondo. Certamente questo non ha a nulla a che fare con le richieste e i desideri dei Musulmani o di coloro che si percepiscono tali, ma è dovuta allo sviluppo di un movimento politico islamico.

Trovo sempre interessante che qualcuno a ‘sinistra’ consideri la laicità, i diritti e la libertà come concetti occidentali, mentre invece il nucleare o la più recente tecnologia per reprimere i movimenti sociali e la classe operaia siano considerati il ‘diritto’ degli Stati islamici. Anche se la laicità fosse occidentale, è assurdo sostenere che gli altri nonla meritino. Difatti diritti, libertà e laicità sono conquiste ottenute con la lotta dal movimento operaio e dai movimenti sociali progressisti, ed appartengono a tutta l’umanità.

Questo tipo di politica della ‘sinistra’ nega l’universalismo, giustifica l’oppressione dei diritti delle donne, delle libertà e della parità, sotto la facciata del rispetto per le altre ‘culture’, implicando che la gente vuole vivere secondo il modo in cui sono obbligati con la forza e attribuendo a innumerevoli persone gli elementi più reazionari della cultura e della religione, di appartenenza delle classi dominanti.

Questa triste scusa da parte di certa sinistra ha delle affinità con l’atteggiamento che questa tiene verso l’Islam, che considera una ‘religione oppressa’ vessata dagli Stati Uniti. È, paradossalmente, un movimento anti-coloniale le cui prospettive coincidono con quelle delle classi dirigenti del cosiddetto Terzo Mondo. È dalla parte delle ‘colonie’ – non importa cosa succeda laggiù. Ma la sua comprensione delle ‘colonie’ è eurocentrica, arrogante e pure razzista.

Piuttosto che stare con la sinistra e con i lavoratori/trici in Iran, contro il medievalismo, la misoginia e l’inumanità, sta dalla parte dell’oppressore perché ritiene il regime islamico come ‘anti-imperialista’. Ma anche il suo anti-imperialismo è incompleto, non gratta sotto la superficie per vedere come l’islam politico sia parte integrale del militarismo USA e del nuovo ordine mondiale. A causa dell’amnesia storica degli ultimi 30-40 anni si ignora che il movimento politico islamico è stato incoraggiato e portato alla ribalta dai governi occidentali per fare da argine contro l’Unione Sovietica durante la guerra fredda. Si dimentica convenientemente come in Iran sia stato sostento nello sforzo di distruggere la sinistra ed il movimento operaio rivoluzionario. Non dovrebbe poi sorprendere che dovunque il militarismo USA sia ‘intervenuto’ – dall’Afghanistan all’Iraq alla Palestina – l’Islam politico è stato portato al potere o si è rafforzato.

Mentre la laicità è una emergenza nei paesi che vivono sotto la legge islamica, anche nell’occidente è un problema. La religione – tutte le religioni – è discriminatoria, misogina e omofobica. L’Islam lo sembra di più oggi perché detiene potere politico. Nel Regno Unito, dove il Cristianesimo sembra più ‘adeguato’ perché è stato messo nell’angolo dall’illuminismo,la Chiesa Anglicanacontinua ad avere sussidi statali ed ha uno stretto rapporto con la monarchia e lo Stato. Ci sono vescovi che appartengono alla Camera dei Lord ed ai gruppi religiosi è permesso esercitare discriminazioni contro omosessuali o altri soggetti, a causa dei loro credo. Vista la realtà, come si può dire che la laicità sia irrilevante al giorno d’oggi e nella nostra epoca?

Difatti, la lotta per la laicità è ancora una delle battaglie più significative per la liberazione dell’umanità dal giogo della religione. E questa lotta deve essere senza compromessi se vogliamo garantire che i valori umani vengano salvaguardati e che l’essere umano sia messo al primo posto.

Ciò non significa chiedere solo la separazione tra stato e chiesa e relegare la religione ad affare privato, ma anche domandare il divieto di esporre simboli religiosi nelle scuole e negli spazi pubblici come i tribunali e gli ospedali, bandire le cerimonie violente ed inumane e l’imposizione del velo alle bambine, chiedere la protezione dei bambini e dei giovani al di sotto dei 16 anni da tutte le forme di manipolazione materiale e spirituale. Questo include la richiesta che la religione sia separata dalla cittadinanza, e la secolarizzazione del matrimonio.

La promozione della laicità è un importante veicolo per proteggere la società dall’intervento della religione nelle vite della gente.

Oggigiorno la laicità è spesso raffigurata negativamente. I gruppi religiosi equiparano ingannevolmente laicità all’opposto estremo del fanatismo religioso. Ma questo non è vero. La religione esclude mentre invece la laicità è inclusiva, ed assicura che una setta o un gruppo non imponga il proprio credo a tutti**.

Infatti la laicità è una esigenza minima, tuttavia basilare, per una società emancipata.

Come ha detto l’ultimo pensatore marxista Mansoor Hekmat: “Non voglio solo la laicità, ma anche una battaglia consapevole della società contro la religione – nello stesso modo in cui parte delle risorse sociali vengono spese per combattere la malaria ed il colera, e politiche responsabili vengono adottate contro la misoginia, il razzismo e l’abuso dei minori, dei fondi e delle energie dovrebbero essere allocati perla de-religiosizzazione. Perreligione ovviamente intendo l’apparato religioso e le religioni rivelate,  non certo il pensiero religioso o anche la credenza in antiche o attuali religioni. Io sono una persona anti-clericale e vorrei una società che imponesse maggiori limitazioni, aldilà del semplice secolarismo, alle religioni organizzate e ‘all’industria religiosa’. Se la legge richiedesse che le religioni si registrassero come fondazioni private o compagnie a scopo di lucro, esse pagherebbero le tasse, sarebbero passibili di ispezioni e dovrebbero sottostare alle varie leggi, tra cui il diritto del lavoro, i diritti dei bambini, le leggi contro le discriminazioni sessuali, la diffamazione e l’istigazione, così come le leggi per la protezione degli animali, e se l’industria religiosa fosse trattata come l’industria del tabacco, solo allora ci avvicineremmo ad una posizione sulla religione fondata e alla sua legittima finalità di espressione nella società”.***

 

*www.aftab.ir/news/2010/mar/16/c3c1268737207_science_education_education_university.php

** Faith and State: Getting the balance right? Maryam Namazie: http://maryamnamazie.blogspot.com/2007/02/faith-and-state-getting-balance-right.html

*** The Rise and Fall of Political Islam, Mansoor Hekmat: http://hekmat.public-archive.net/en/2070en.html

 

 

Traduzione diLaura Guidetti