{"id":336,"date":"2012-09-26T09:51:09","date_gmt":"2012-09-26T09:51:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=336"},"modified":"2014-07-29T18:52:53","modified_gmt":"2014-07-29T18:52:53","slug":"310-leggi-un-articolo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=336","title":{"rendered":"3\/10 Leggi un articolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Femminista a chi?<\/strong><\/p>\n<p>di Monica Lanfranco<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/copegenerazioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-86\" title=\"copegenerazioni\" src=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/copegenerazioni-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/copegenerazioni-212x300.jpg 212w, http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/copegenerazioni.jpg 491w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>Non \u00e8 da oggi che si indaga sull\u2019impatto, la trasmissione e la sedimentazione del femminismo sulle giovani generazioni; le domande, (e l\u2019angoscia per le temute risposte), scivolano di volta in volta da donna a donna quando le giovani che hanno incontrato i movimenti di emancipazione e liberazione diventano adulte, e poi anziane, e nel frattempo si guardano intorno, verificando i risultati e l\u2019incarnazione delle proprie conquiste e convinzioni nelle figlie, nelle sorelle minori, nelle allieve, nelle conoscenti e nella societ\u00e0 tutta.<br \/>\nQuando, nel 1989, avevo appena compiuto trent\u2019anni usc\u00ec il mio primo libro, Parole per giovani donne \u2013 18 femministe parlano alle ragazze d\u2019oggi, con postfazione di Lidia Menapace.<br \/>\nEvidentemente gi\u00e0 da allora, (sono passati vent\u2019anni esatti), io che ero appena uscita dall\u2019et\u00e0 della prima giovinezza sentivo il bisogno di fare il punto della situazione, e non sentendomi ancora in grado di offrire da sola una visuale critica precisa avevo rivolto una domanda a quelle che all\u2019epoca erano state, in vario modo, delle figure di riferimento per me e per molte giovani donne della mia generazione.<br \/>\nLa domanda, che avevo rivolto, tra le altre, a Tina Lagostena Bassi, Elena Gianini Belotti, Silvia Vegetti Finzi, Dacia Maraini, era: \u201cNei confronti delle giovani donne tu ti senti pi\u00f9 una madre o una sorella maggiore\u201d?<br \/>\nL\u2019interrogazione che mi stava a cuore, dando per scontato che quelle donne avessero fatto della trasmissione del proprio vissuto personale e politico del femminismo uno dei fulcri della loro attivit\u00e0, non era se qualcosa fosse passato di generazione in generazione, ma il come.<br \/>\nLa mia convinzione era che fosse interessante e importante ragionare sulle modalit\u00e0 di passaggio del testimone del patrimonio politico e culturale del femminismo: di certo ero molto coinvolta in prima persona da quella domanda, essendo io stessa un po\u2019 figlia e un po\u2019 sorella minore di quelle donne e delle milioni di altre che mi avevano, senza che io le conoscessi, fornito strumenti di crescita, emancipazione, liberazione e autodeterminazione.<br \/>\nQuando, oggi come ieri, e come purtroppo anche domani, si inciampa nella banale giaculatoria del \u201cnon esiste pi\u00f9 il movimento femminista di piazza\u201d, oppure del \u201cil femminismo \u00e8 morto\u201d, dobbiamo chiederci attentamente, credo, quale sia lo scopo di queste affermazioni.<br \/>\nDa una parte sarebbe assurdo non considerare la crisi, soprattutto italiana, delle pratiche e del pensiero dei partiti e dei movimenti per il cambiamento, che in questo nostro paese scontano in modo pesantissimo il perdurante consenso della cultura omologante, fondamentalista, semplificatoria e repressiva della destra.<br \/>\nIn questo quadro spicca l\u2019affermazione della giovane ex soubrette ed oggi ministra delle pari opportunit\u00e0 Carfagna che ha pubblicamente affermato che \u201cc\u2019\u00e8 bisogno di pi\u00f9 donne al lavoro e di meno femministe in tv\u201d; proprio lei, che dalla sua presenza in tv ha guadagnato una posizione di potere e autorevolezza, veicola una visione antipatizzante del movimento delle donne, relegandolo ad una posizione di mera apparenza contrapposta al \u2018fare\u2019 di chi, dimenticando la fatica e le conquiste delle donne pi\u00f9 anziane, le hanno spianato la strada al successo e alla visibilit\u00e0.<br \/>\nC\u2019\u00e8, indubbiamente, un forte elemento di ingratitudine e di ignoranza da parte delle giovani generazioni verso le precedenti, e in particolare delle giovani donne italiane verso quelle donne femministe che hanno preso parola, prima di loro, per se stesse ma anche per quelle che sarebbero venute dopo. Se, in parte, il rifiuto per l\u2019ingombro delle anziane \u00e8 fisiologico per la crescita, (ma non \u00e8 giustificabile quando diventa disprezzo, smemoratezza e sottovalutazione) c\u2019\u00e8 per\u00f2 anche una necessit\u00e0 urgente di interrogarci e agire da parte di chi, oggi passata nella posizione di adulta di riferimento, \u00e8 potenziale fonte e risorsa.<br \/>\nFaccio un esempio pratico per spiegarmi meglio: di recente ho svolto per due anni una docenza all\u2019universit\u00e0 di Parma, pagata malissimo e quindi decisa perch\u00e9, se non opportuna per la mia situazione economica, mi \u00e8 sembrata una occasione per fare attivismo culturale e politico. E questo \u00e8 stato: nella generale assenza di luoghi collettivi grandi e riconoscibili dove la teoria e la pratica del femminismo potesse arrivare a molte giovani donne e qualche giovane uomo, ho colto l\u2019occasione e ho trasformato le lezioni e gli spazi che avevo in una piccola agor\u00e0 di trasmissione, nell\u2019ambito del mio corso, di saperi e pratiche femministe.<br \/>\nFar vivere il femminismo per me ha significato dare corpo e parola al mio essere femminista.<br \/>\nSono pi\u00f9 che sicura che, se avessi domandato alle ragazze del corso cosa pensavano del femminismo (e lo abbiamo fatto come Marea, con un piccolo video disponibile in rete al sito www.mareaoline.it e su www.arcoiris.tv ) le risposte sarebbero state generiche, forse anche deludenti e di scantonamento e sottrazione. La cultura nella quale la maggior parte di loro \u00e8 cresciuta ha raccontato il femminismo in modo distorto, o caricaturale, o semplicemente l\u2019ha rimosso. Come ho detto, in parte questo \u00e8 il risultato di una mutazione antropologica e politica nella quale sono venuti meno ancoraggi e riferimenti essenziali per la costruzione del senso e del valore della politica. Tuttavia non condivido affermazioni funeree circa lo stato di salute dei movimenti delle donne; credo, molto semplicemente, che si sia dato per scontato che il processo di coscientizzazione si trasferisse per osmosi e che fosse stato sufficiente vincere sul piano legislativo su alcune questioni, pur importanti, perch\u00e9 le nuove generazioni si riconoscessero nelle precedenti, e, ancora pi\u00f9 importante, accettassero il testimone.<br \/>\nSono anche convinta che pezzi del femminismo italiano abbiano smesso di parlare con la societ\u00e0 e con le giovani generazioni, svolgendo un lavoro teorico apprezzabile ma di scarso impatto e comunicazione allargata; il pericolo della omogeneizzazione e del ritorno al neutro imperante (anche nei movimenti altermondialisti \u00e8 sempre in agguato, e sta a noi femministe con qualche capello bianco incipiente attivare ogni possibile risorsa, individuale e collettiva, per continuare (o ritornare) a parlare con le e i giovani, con la societ\u00e0, ridando attualit\u00e0 ed eros al femminismo. Non basta la soggettivit\u00e0 femminile a fare delle donne soggetti capaci di autodeterminazione e di cambiamento: anche la giovane ministra ex soubrette o quella post fascista alla giovent\u00f9 a buon titolo e diritto hanno potere, soggettivit\u00e0 e visibilit\u00e0.<br \/>\nIl problema \u00e8: era questa la soggettivit\u00e0 che desideravamo costruire quando criticavamo le strutture patriarcali della societ\u00e0, dei partiti, dei sindacati e dei movimenti sociali tre, quattro decenni orsono?<br \/>\nUna cosa \u00e8 certa: non bastano n\u00e9 sono sufficienti, per dare da soli la misura della diffusione e della sedimentazione della coscienza di genere n\u00e9 le manifestazioni di piazza, n\u00e9 i centri di studio; quello che penso \u00e8 che, per la sua originalit\u00e0 e la sua inscindibile qualit\u00e0 di movimento che nasce dall\u2019intreccio fra pratica e teoria (il personale \u00e8 politico) il femminismo si possa trasmettere se resta viva e vivace la trasmissione, anche conflittuale, che le donne singole e i gruppi sanno alimentare nella relazione con le altre, mettendo al centro, anche nei movimenti misti, il conflitto di genere. Altrimenti come potranno le giovani donne e i giovani uomini \u2018imparare\u2019 il femminismo e poi assumerlo senza averne fatto esperienza diretta?<br \/>\nCome nell\u2019utopico Fahrenheit 451, questa, pur se faticosa e a tratti dolorosa, \u00e8 la fase della ricostruzione dentro l\u2019uragano della dittatura totalitarista: mi sento molto simile alle donne e agli uomini libro, che si assumevano l\u2019impegno, per le generazioni future, di imparare a memoria un testo per trasmetterlo, nell\u2019impossibilit\u00e0 di poterlo far leggere. Siamo, anche noi stesse, frammenti vivi e palpitanti di storia. Questo, anche questo, \u00e8 femminismo.<br \/>\nQuesto, anche questo, \u00e8 memoria da raccontare a chi viene dopo di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Femminista a chi? di Monica Lanfranco Non \u00e8 da oggi che si indaga sull\u2019impatto, la trasmissione e la sedimentazione del femminismo sulle giovani generazioni; le domande, (e l\u2019angoscia&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":338,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-336","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/336","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=336"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/336\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":894,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/336\/revisions\/894"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/338"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}