{"id":2214,"date":"2021-09-14T09:32:05","date_gmt":"2021-09-14T09:32:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=2214"},"modified":"2021-09-14T09:34:35","modified_gmt":"2021-09-14T09:34:35","slug":"leggi-un-articolo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=2214","title":{"rendered":"N2\/2021 LEGGI UN ARTICOLO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le cinque meraviglie<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Monica Lanfranco<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Li usiamo, ogni giorno e per tutta la vita, ma non \u00e8 detto che ne siamo pienamente coscienti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlo dei nostri cinque sensi, che di fatto sono l\u2019espressione materiale della funzionalit\u00e0 relazionale del nostro corpo. Li diamo per scontati, per la maggior parte del tempo, e ci rendiamo conto della loro importanza quando ne misuriamo, all\u2019improvviso, l\u2019indispensabilit\u00e0 se ci vengono a mancare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un malanno improvviso, un incidente nel quale uno o pi\u00f9 sensi viene leso: ecco che ci accorgiamo quanto i nostri sensi siamo noi, semplicemente ma inesorabilmente. Questa mancanza o anche solo la limitazione della nostra vita sensoriale \u00e8 oggi raccontata da tutta l\u2019umanit\u00e0 dopo l\u2019avvento della pandemia del Covid19, e chiss\u00e0 che questa forzata amputazione possa insegnare che darli per scontati \u00e8 perdere.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono imbattuta molti anni fa in un libro che ritengo davvero fondamentale: si chiama, non a caso,&nbsp;<em>Storia naturale dei sensi<\/em>&nbsp;e a scriverlo \u00e8&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.dianeackerman.com\/\">Diane Ackerman<\/a>, ecclettica studiosa ecofemminista che negli ultimi trent\u2019anni ha esplorato l\u2019intreccio tra umanit\u00e0, natura e sentimenti: dal suo bestsellers&nbsp;<em>The Zookeeper&#8217;s Wife<\/em>&nbsp;\u00e8 stato prodotto il delicato e struggente film la signora dello zoo di Varsavia&nbsp;con Jessica Chastain, ma la straordinaria capacit\u00e0 di guardare alla natura in modo poetico e politico insieme la si percepisce scorrendo i titoli dei suoi molti testi presenti al sito, nel quale dice come ogni sua opera sia stata una avventura a tutto tondo, intellettualmente, emotivamente e fisicamente coinvolgente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Storia naturale dei sensi&nbsp;<\/em>\u00e8 un libro che, nella mia esperienza di formazione decennale, non \u00e8 mai stato fermo nella libreria a prendere, come si suol dire, polvere; piuttosto ha preso molti colpi nelle varie borse da viaggio che mi hanno seguito per incontri pubblici, lezioni a scuola e in universit\u00e0. Una miniera infinita di stimoli, citazioni, notizie e curiosit\u00e0 sui cinque sensi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eccone un esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDobbiamo tornare a sentire la trama della vita. Gran parte dell&#8217;esperienza degli americani del XX secolo consiste nel tentativo di allontanarsene, per sbiadire in una quotidianit\u00e0 spoglia, semplice, solenne, puritana, tutta dedita agli affari, dalla quale una cosa indecorosa come l&#8217;ardore dei sensi \u00e8 bandita. Una delle persone pi\u00f9 &#8211; sensibili di tutti i tempi &#8211; non Cleopatra, non Marilyn Monroe, non Proust, n\u00e9 qualche altro smaccato epicureo &#8211; fu Helen Keller, una donna menomata, cieca, sorda e muta. I sensi che le rimanevano erano cos\u00ec fini, che quando Helen posava le mani sulla radio per sentire la musica, era in grado di distinguere una cornetta da un violino. Riusciva ad ascoltare le storie di vita del Mississippi, piene di colore e calore, dalle labbra dell&#8217;amico Mark Twain. Scrisse pagine e pagine sulla sovrabbondanza degli aromi, dei sapori, delle impressioni tattili, delle sensazioni, che esplorava con la voluttuosit\u00e0 di una cortigiana. Nonostante le sue menomazioni, fu sicuramente pi\u00f9 viva di molte persone della sua generazione. Ci piace pensare di essere creature molto evolute, in giacca e cravatta o in gonna e camicetta, e di vivere a molti millenni e a grandi distanze mentali dalle caverne, ma di questo il nostro corpo \u00e8 tutt&#8217;altro che convinto. Abbiamo il privilegio di trovarci in cima alla catena alimentare, ma quando incontriamo un predatore reale o immaginario la nostra adrenalina riprende a scorrere. Cerchiamo addirittura di rievocare questo terrore primordiale andando a vedere film di mostri. Continuiamo a cintare o a delimitare i nostri territori, anche se oggi ci capita di farlo con il frastuono della radio. Continuiamo a destreggiarci per ottenere una posizione migliore o pi\u00f9 potere. Continuiamo a creare opere d&#8217;arte per elevare i nostri sensi e aggiungere nuove sensazioni a un mondo che gi\u00e0 ne trabocca, in modo da crogiolarci letteralmente negli spettacoli della vita. Continuiamo a soffrire ferocemente a causa dell&#8217;amore, del desiderio, della lealt\u00e0 e della passione. Tutta l&#8217;impetuosa bellezza e il terrore del mondo continuano a riflettersi direttamente sul battito del nostro cuore. Non esiste altro modo: per capire quella febbre meravigliosa ch&#8217;\u00e8 la coscienza, dobbiamo cominciare a capire i sensi, come si sono evoluti, come possono essere estesi, che limiti hanno, a quali tab\u00f9 li abbiamo sottoposti, che cosa ci possono insegnare del mondo affascinante nel quale abbiamo il privilegio di abitare\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questo solo come assaggio. Ma veniamo a come questo libro si interfaccia ormai con tutto quello che vedo, ascolto o vivo da quando \u00e8 entrato nella mia vita.&nbsp;Mi ero persa, nel 2011, il film&nbsp;<em>Perfect Sense<\/em>, diretto da David Mackenzie e interpretato da Eva Green e Ewan MacGregor: forse perch\u00e9 presentato ad un festival prestigioso, ma di nicchia, come il&nbsp;<em>Sundance<\/em>&nbsp;la pellicola non deve aver girato molto nel nostro paese. Lo trovate in rete, e davvero ne vale la pena, soprattutto per il momento che stiamo vivendo. Forse, chiss\u00e0, per sincronicit\u00e0, grazie a quella serie di insondabili coincidenze significative, come direbbe Jung, questo film \u00e8 arrivato a me inaspettato e mi ha colpito profondamente. Ne parlo perch\u00e9 penso che in questo tempo sospeso la sua visione sia un viatico straordinario, quasi dolorosamente necessario per fare risuonare suggestioni intense, dopo tanto analizzare provando a tenere il filo della ragione e della logica. \u00c8 importante premettere che&nbsp;<em>Perfect Sense&nbsp;<\/em>fa apparire&nbsp;<em>Cecit\u00e0<\/em>&nbsp;un film per l\u2019infanzia e&nbsp;<em>The road<\/em>&nbsp;una favola, quindi occorre prepararsi ad un impatto emotivo molto forte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"blob:http:\/\/www.mareaonline.it\/0cd9d7d1-f9e1-44d9-963f-250e6922b1de\" alt=\"unnamed\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non \u00e8 un horror, n\u00e9 un giallo con colpi di scena annunciati da musiche insidiose e, curiosamente, a differenza dei due film citati non \u00e8 tratto da un libro, anche se lo sembra, e forse chi ne \u00e8 capace dovrebbe scrivere un testo di fantascienza da questo lungometraggio, perch\u00e9 buona parte del racconto \u00e8 fatto di testi declamati dalla voce narrante. La trama racconta, e qui veniamo a noi, di una crisi globale che ha tratti di somiglianza con il momento che stiamo vivendo. Prima da lontano, con relativa lentezza e sottovalutazione, poi sempre pi\u00f9 vicino, cominciano a diffondersi sul pianeta casi di persone che perdono il senso dell\u2019olfatto; la menomazione, che appare dannosa ma non drammatica, viene preceduta nei soggetti che si ammalano da intense crisi di immensa tristezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sentite cosa scrive in&nbsp;<em>Storia naturale dei sensi<\/em>&nbsp;Diane Ackerman: \u201cNon c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 memorabile di un odore. Un profumo pu\u00f2 essere inaspettato, momentaneo e fugace, eppure rievocare un\u2019estate della nostra infanzia sulle rive di un lago dei monti&nbsp;<em>Pocono<\/em>, quando i cespugli di mirtillo erano carichi di frutti squisiti e l\u2019altro sesso era misterioso come i viaggi nello spazio. Gli odori ci scoppiano silenziosamente nella memoria come mine violente, sepolte sotto le erbacce di molti anni di esperienze. Basta sfiorare il filo teso di un odore e i ricordi esplodono immediatamente, dal sottobosco balzano fuori visioni complesse.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9, nel film, tutta quella tristezza prima della perdita. Poi \u00e8 la volta del gusto, che viene meno dopo un attacco bulimico collettivo. Quindi l\u2019udito, che si affievolisce sino a smettere di funzionare preceduto da uno scoppio di rabbia, perch\u00e9 ascoltare \u00e8 connesso con la relazione e la reciprocit\u00e0 nella conversazione, e la sua scomparsa segna la fine della primaria comunicazione verbale con gli altri esseri umani. Ancora le parole della Ackerman: \u201cLa parola assurdit\u00e0 deriva dal latino \u2018surdus\u2019, \u2018sordo o muto\u2019, traduzione dall\u2019arabo \u2018jadr asamm\u2019, radice sorda, a sua volta traduzione dal greco \u2018alogos\u2019, privo della parola o irrazionale. L\u2019idea nascosta in questo groviglio etimologico \u00e8 che il mondo resta comprensibile per le persone cieche o monche o prive del naso ma non per quelle che perdono l\u2019udito, perch\u00e9 in questo caso l\u2019indispensabile filo che permette di seguire la logica della vita si spezza. I sordi sono esclusi dal quotidiano contatto con il mondo, sono come radici sepolte sottoterra.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La coraggiosa esperienza della mia amica Daniela Rossi con il suo figliolo, oggi giovane uomo perfettamente autonomo e sereno, narrata da lei nel libro&nbsp;<em>Il mondo delle cose senza nome<\/em>&nbsp;ci pu\u00f2 aiutare a capire le difficolt\u00e0 di chi viene colpito da questa assenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fare da filo conduttore della vicenda politica globale di&nbsp;<em>Perfect Sense<\/em>&nbsp;c\u2019\u00e8 la storia intima e privata di una donna e un uomo: Susan, epidemiologa e Micheal, cuoco in un ristorante. Non per caso impegnati in modi diversi nel prendersi cura, lei attraverso la medicina e la scienza, lui con il cibo e la bellezza della creazione del nutrimento, i due si incontrano e si innamorano percorrendo insieme la pandemia, aggrappandosi l\u2019uno all\u2019altra sapendo che la fine \u00e8 nota, ma dimostrando, al di l\u00e0 dell\u2019inesorabilit\u00e0 di quel malanno che, con la perdita della vista segner\u00e0 la fine della vita umana sul pianeta, quanto l\u2019amore reciproco sia salvifico, e offra conforto, dignit\u00e0 e senso anche nel dramma. Notevole nei tempi di scansione del racconto, contenuto e sobrio nel ritmare le cinque fasi dell\u2019elaborazione del lutto, ovvero la negazione, la rabbia, l\u2019elaborazione, la depressione e, infine, l\u2019accettazione,&nbsp;<em>Perfect Sense<\/em>&nbsp;\u00e8 anche un viaggio poetico dentro la grandezza dei cinque sensi umani, che troppo spesso diamo per scontati, e dei quali proprio per questo sappiamo pochissimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec mi sono rimessa a rileggere con gioia immensa e rinnovata meraviglia quella miniera di emozionanti informazioni e suggestioni che \u00e8&nbsp;<em>Storia naturale dei sensi&nbsp;<\/em>di Diane Ackerman, che anni fa le mie classi all\u2019universit\u00e0 di Parma del corso&nbsp;<em>Teoria e tecnica dei nuovi media<\/em>&nbsp;impararono ad amare, dopo un primo momento di comprensibile perplessit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sensi si evolvono dentro il corpo di ciascuna e ciascuno di noi, cos\u00ec come cambiano, migliorandosi o ammalandosi globalmente perch\u00e9 connessi nel bene e nel male all\u2019uso o abuso che facciamo dell\u2019ambiente che ci circonda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la sbornia causata dall\u2019onnipotente impero della vista nelle nostre esistenze, prima con la tv poi con l\u2019onnipresenza dei monitor piccoli e grandi nel quotidiano oggi un minuscolo virus ha costretto l\u2019umanit\u00e0 a rimettere al centro l\u2019indispensabilit\u00e0 del corpo e dei suoi sensi, diventati fino a nuova data pericolosi, bloccati e crudamente vulnerabili. Nell\u2019attesa possiamo ascoltarci, magari approfondendo con letture e film adeguati al momento storico eccezionale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non vogliatemi male per la crudezza di&nbsp;<em>Perfect sense<\/em>: se lo abbinate con la lettura di&nbsp;<em>Storia naturale dei sensi&nbsp;<\/em>sar\u00e0 un tandem nutriente capace di riportarvi al mag\u00eca e alla forza propulsiva dei vostri sensi, alleati formidabili per riprendere a vivere, progettare e sognare nel nuovo mondo che abbiamo da ri-costruire, quando l\u2019emergenza si allenter\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri suggerimenti per visioni e letture consonanti al periodo (o magari in disconnessione, chiss\u00e0&#8230;)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Serie tv<\/strong>:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Re-evolution, Hot zone, Between, Containment, The Last Ship, The Rain, The Strain, In the flesh.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Libri<\/strong>:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La parete<\/em>&nbsp;di Marlen Haushofer;&nbsp;<em>La bellezza<\/em>&nbsp;di Aliya Whiteley;&nbsp;<em>Mendicanti di Spagna<\/em>&nbsp;di Nancy Kress;&nbsp;<em>Memorie di una sopravvissuta<\/em>&nbsp;di Doris Lessing;&nbsp;<em>Febbre<\/em>&nbsp;di Ling Ma.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le cinque meraviglie di Monica Lanfranco Li usiamo, ogni giorno e per tutta la vita, ma non \u00e8 detto che ne siamo pienamente coscienti.&nbsp; Parlo dei nostri cinque&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2193,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2214","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2214"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2214\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2217,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2214\/revisions\/2217"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2193"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}