{"id":2195,"date":"2021-05-11T20:38:49","date_gmt":"2021-05-11T20:38:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=2195"},"modified":"2021-09-14T09:35:56","modified_gmt":"2021-09-14T09:35:56","slug":"leggi-lintroduzione","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=2195","title":{"rendered":"N 1\/2021 LEGGI L&#8217;INTRODUZIONE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lidia Menapace: la sua eredit\u00e0 \u00e8 il nostro futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>di <a href=\"http:\/\/www.monicalanfranco.it\" data-type=\"URL\" data-id=\"www.monicalanfranco.it\">Monica Lanfranco<\/a>*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto al letto ho sempre un libro, tra i pochi che non smetto da molti anni di rileggere: \u00e8&nbsp;<em>Distacchi&nbsp;<\/em>di Judith Viorst. Fu proprio da quel testo che trassi l\u2019ispirazione per realizzare il numero uno di&nbsp;<em>Mare<\/em>a del 2017, che era stato preceduto dal seminario annuale ad&nbsp;<em>Altradimora<\/em>, per l\u2019appuntamento di&nbsp;<em>Officine dei saperi femministi&nbsp;<\/em>dedicato proprio al tema Distacchi: separazioni, abbandoni, lutti, scelte. Come affrontarle?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lidia Menapace, anni 92, vi partecip\u00f2 con una lucidissima e appassionata facilitazione sulla necessit\u00e0 di distaccarsi, di prendere le distanze definitive dal patriarcato a partire dall\u2019uso della lingua che si parla quotidianamente. Un discorso ascoltato da decenni da alcune delle donne e degli uomini presenti, eppure ancora necessario per le nuove generazioni e, in generale, da ricordare costantemente nella nostra cultura che tende a occultare in molti modi le donne, nel discorso privato come in quello pubblico, vuoi per omogeneizzazione e inglobamento nel presunto&nbsp;\u2018neutro\u2019&nbsp;maschile vuoi con la&nbsp;\u2018nuova\u2019&nbsp;cancellazione introdotta, per esempio dall\u2019asterisco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSe non si passa dall\u2019uno al due non si pu\u00f2 affrontare l\u2019infinita serie dei numeri,\u201d&nbsp;disse in quell\u2019occasione con la solita chiarezza profonda, che incantava proprio perch\u00e8 arrivava dritta a chiunque, a prescindere dal livello scolastico e culturale. Lei riusciva a rendere semplice e godibile la complessit\u00e0 avendo il dono maieutico della divulgazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stata la prima a mettere l\u2019accento sull\u2019importanza del linguaggio sessuato come strumento fondamentale contro il sessismo. Nella prefazione a&nbsp;<em>Parole per giovani donne<\/em>, (siamo ne 1993) sul perch\u00e8 fosse cos\u00ec complicato dire&nbsp;\u2018uomini e donne\u2019&nbsp;invece che usare il presunto neutro&nbsp;\u2018uomini\u2019&nbsp;Lidia afferma:&nbsp;\u201cNon si fa perch\u00e9 il&nbsp;<em>nome \u00e8 potere<\/em>, esistenza, possibilit\u00e0 di diventare memorabili, degne di memoria, degne di entrare nella storia in quanto donne, non come vivibilit\u00e0, trasmettitrici della vita ad altri a prezzo della oscurit\u00e0 sulla propria. Questo \u00e8 infatti il potere simbolico del nome, dell\u2019esercizio della parola. Trasmettere oggi nella nostra societ\u00e0 \u00e8 narrarsi, dirsi, obbligare ad essere dette con il proprio nome di genere.\u201d&nbsp;Ci ha regalato la definizione pi\u00f9 suggestiva del Movimento delle donne osservando che \u00e8 carsico come un fiume che talvolta sprofonda nelle viscere della terra per riapparire in luoghi e tempi imprevisti con rinnovata potenza. Suo lo slogan&nbsp;\u201cFuori la guerra dalla storia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni dirompenti del movimento femminista ha suggerito il&nbsp;<em>riconoscimento&nbsp;<\/em>(da non confondere con l\u2019affidamento) come fondamento della relazione politica tra donne, ricordando che&nbsp;\u201cIl processo della conoscenza-riconoscimento-riconoscenza non \u00e8 n\u00e9 meccanico, n\u00e9 facile: richiede volont\u00e0, efficacia e anche strumenti, persino istituzioni ad hoc\u201d&nbsp;e successivamente ha proposto la&nbsp;<em>Convenzione<\/em>, cio\u00e8 un patto paritario per comuni convenienze, come forma politica per la costruzione di pratiche e azioni condivise, efficace senza essere mortificante per la molteplice soggettivit\u00e0 propria dell\u2019essere donna e del movimento stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wBtC0DH2qCc\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/youtu.be\/wBtC0DH2qCc\">Economia politica della differenza sessuale<\/a>&nbsp;<\/em>ha proposto una riflessione teorica intorno&nbsp;<em>all\u2019economia della riproduzione<\/em>, declinata nelle specificit\u00e0 biologica, domestica e sociale, che troppo spesso viene ancora genericamente definita&nbsp;\u2018lavoro di cura\u2019, mentre, osserva puntualmente Lidia,&nbsp;\u201cla cura \u00e8 il modo senza il quale non si realizza il lavoro stesso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione al linguaggio, sul doppio versante dell\u2019antimilitarismo e dell\u2019antisessismo \u00e8 stata una costante dell\u2019azione e del pensiero di Lidia Menapace, ed \u00e8 difficilissimo, oggi che la sua morte ci costringe a fare i conti con la sua assenza, ma anche con la sua ingente eredit\u00e0, nominare senza dimenticanze e omissioni l\u2019ampiezza del suo lascito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso del tempo, dall\u2019inizio dell\u2019avventura di&nbsp;<em>Marea&nbsp;<\/em>nel 1994 la presenza di Lidia Menapace ha attraversato questi due decenni e mezzo punteggiata, oltre che con gli articoli che state per leggere, anche con la sua densa, amorevole e mai banale partecipazione a eventi fondamentali nella nostra storia di rivista: solo per citarne alcuni Lidia fu all\u2019apertura di&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/www.radiodelledonne.org\/2021\/01\/09\/20-anni-dal-g8-di-genova-e-da-puntog-la-tre-giorni-femminista-a-giugno-2001\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/www.radiodelledonne.org\/2021\/01\/09\/20-anni-dal-g8-di-genova-e-da-puntog-la-tre-giorni-femminista-a-giugno-2001\/\">PuntoG-Genova, genere, globalizzazione<\/a>&nbsp;<\/em>nel giugno 2001; nel panel di&nbsp;<em>La libert\u00e0 delle donne \u00e8 civilt\u00e0&nbsp;<\/em>nel 2006; nuovamente per il decennale di&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=424\" data-type=\"page\" data-id=\"424\">PuntoG&nbsp;nel 2011<\/a>, dove partecip\u00f2 alla chiusura insieme con Luisa Morgantini e Susanna Camusso e poi per&nbsp;<em>Venti<\/em>, il compleanno della rivista nel 2015: in questa occasione fu memorabile il suo essersi resa disponibile a condividere riflessioni e pensieri sul&nbsp;\u2018900 in diretta e senza sapere in anticipo le domande, mentre alcuni studenti e studentesse le lanciavano delle parole: una stupefacente prova di creativit\u00e0 e sapere enciclopedico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A meno di un anno dai fatti di Genova al G8, nell\u2019aprile del 2002, ritorn\u00f2 a Genova per un week end di formazione teorica e pratica sulla nonviolenza, promosso da&nbsp;<em>Marea<\/em>, con alcune altre facilitatrici diversissime tra loro per esperienza e cultura. Il titolo era&nbsp;<em>Gaia &#8211; costruire la consapevolezza<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la nonviolenza non \u00e8 una ideologia, diceva, ma una pratica che si alimenta nel quotidiano, a partire dalla convinzione che siamo noi in prima persona costruttrici e costruttori di scenari di condivisione e pace e che \u00e8 necessario\u201ctestimoniare che ogni essere umano ha il diritto fondamentale alla giustizia, all\u2019equit\u00e0 e all\u2019uguaglianza, e che ci si deve opporre all\u2019ingiustizia, non alle persone, e occorre permettersi di imparare dai propri errori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al seminario Lidia narr\u00f2 la storia delle pratiche nonviolente delle donne attraverso l\u2019excursus di figure femminili, prime tra tutte Rosa Luxemburg, Lisistrata e le suffragette.<br>Non si contano le migliaia di occasioni di dibattito, presentazioni di libri, seminari e incontri di formazione ai quali ha preso parte, viaggiando incessantemente fino a 92 anni, spesso da sola sui treni in orari assurdi, dormendo rarissimamente in hotel perch\u00e8 preferiva le case di chi la invitava, insegnando cos\u00ec a noi sue allieve l\u2019arte politica dell\u2019informalit\u00e0, della disponibilit\u00e0 curiosa alla condivisione anche quando scomoda e imperfetta, ma enormemente pi\u00f9 umana: la sua personalissima e irripetibile versione di quella che chiamava la&nbsp;<em>via alcolica al socialismo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono momenti e occasioni che a metterli in fila tutti necessiterebbero pagine e pagine per essere ricordati, anche solo quelli che riguardano la nostra rivista o me personalmente, e di certo ne sfuggirebbero.<br>Questa raccolta di articoli scritti nel corso della lunga collaborazione con&nbsp;<em>Marea&nbsp;<\/em>sono il terzo tassello di una trilogia editoriale: i primi due volumi,&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=12\" data-type=\"page\" data-id=\"12\">Lettere dal Palazzo&nbsp;<\/a><\/em>del 2007 e&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=263\" data-type=\"page\" data-id=\"263\">A furor di popolo<\/a>&nbsp;<\/em>del 2012 hanno fotografato, nell\u2019ordine, la sua breve esperienza in Parlamento e la sua tenace e continua riflessione sulla politica italiana, una politica che non la meritava e che infatti l\u2019ha tenuta ai margini della rappresentanza, nonostante per vent\u2019anni una grande parte del movimento delle donne abbia chiesto la sua candidatura: in Italia essere una donna libera che esercita il pensiero critico femminista in politica si paga, anche a sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ce la fece nemmeno a essere nominata senatrice a vita: ne scrissi nel 2013, quando con la morte di Rita Levi Montalcini si liber\u00f2 un posto tra i senatori a vita in Parlamento. All\u2019epoca Fausto Bertinotti scrisse al Presidente Napolitano indicando per quel posto il nome di Marco Pannella. Pur essendo spesso in disaccordo, nella storia recente, con molte delle posizioni politiche dell\u2019esponente radicale (per esempio rispetto alla sua visione dell\u2019economia, o anche per le scelte di apparentamento politico) riconobbi che la libert\u00e0 delle donne e degli uomini in questo paese era stata costruita anche e soprattutto con il contributo delle lotte dei e delle radicali: Faccio, Aglietta, Pannella e Bonino in prima fila.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSono convinta che una nuova strumentazione politica teorica possa muovere non da cattedre, bens\u00ec da tavole, non da scranni, bens\u00ec da incontri conviviali\u201d&nbsp;scrive Lidia nell\u2019introduzione di&nbsp;<em>A furor di popolo<\/em>.<br>E ancora:&nbsp;\u201cMolto mi ha giovato la lettura dei testi che le donne vengono scrivendo e pubblicando, ma pi\u00f9 ancora&nbsp;\u2013&nbsp;sto per dire&nbsp;\u2013&nbsp;il poterle incontrare, il parlarsi di persona, vedere volti e gesti, inflessioni di voce e timbro di sorriso, sentire quanta parte della ricerca \u00e8 andata persa per circostanze varie, quali orizzonti apre, quali motivazioni ha avuto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo scoccare dei suoi 80 anni mi prese una fissazione causata dall\u2019irrazionale panico che morisse senza che ci fosse un prodotto unitario (i libri c\u2019erano, s\u00ec, ma non mi sembravano realmente riassuntivi dei momenti salienti della sua vita eccezionale e del suo pensiero) e per una serie di coincidenze fortunate sono riuscita a realizzare il docufilm&nbsp;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/mRekpakNAEc\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/youtu.be\/mRekpakNAEc\">Ci dichiariamo nipoti politici&nbsp;<\/a>nel 2006, nel quale sono racchiusi i passaggi esistenziali, politici e teorici essenziali per conoscere questa straordinaria testimone del&nbsp;\u2018900.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi mesi, dopo la sua morte ci sono stati momenti di ricordo collettivo, necessari per elaborare un lutto enorme: allo scoccare dei suoi 90 anni in molte abbiamo iniziato a pensare che prima o poi ci avrebbe lasciate, e che a quel punto noi sue allieve saremmo state sole di fronte alla impervia prova di testimoni e divulgatrici del suo lavoro, del suo pensiero e del suo esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto le piaceva mangiare! Mi pare che l\u2019unica cosa che raccontava di non amare fossero le trippe, ma non l\u2019ho mai vista rifiutare nulla nel piatto, curiosa come era: mai finire il pasto senza la cerimonia del&nbsp;\u2018resentin\u2019. Nella tazzina ancora calda del caff\u00e8 si versa un velo di grappa, da assaporare subito, perch\u00e9 la via alcolica al femminismo, (un tempo al comunismo) con senso ironico della misura, \u00e8 la pi\u00f9 divertente e lieve. Lei, di cultura cattolica e antifascista, autrice nel 1974 di uno dei primi e pi\u00f9 esaustivi testi sulla Democrazia cristiana, metteva costantemente in guardia dal pericolo di cadere, anche se mosse da buone intenzioni, nella trappola della celebrazione inconscia dell\u2019immaginario bellico e non ha mai smesso di criticare anche le pratiche dei movimenti, quando era necessario:&nbsp;\u201cMentre lottiamo contro le ingiustizie e le storture dello Stato spesso creiamo degli Stati a nostra misura, altrettanto escludenti e ingiusti rispetto a quello contro cui lottiamo\u201d, diceva spesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPrendete in esame un qualunque inizio di discorso di un personaggio politico, anche di sinistra, -spiegava-&nbsp;\u201cnelle prime dieci righe non mancheranno quasi mai parole come strategia, tattica, schieramento, guerra, battaglia. Come facciamo a costruire la pace e la nonviolenza se pronunciamo con la bocca concetti intrisi di morte? Il primo passo per cambiare la cultura tossica della violenza \u00e8 cambiare il nostro linguaggio, sminandolo da vocaboli e immagini mortifere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, dicendo chiaro e tondo che anche nel&nbsp;\u2018patriarcato di sinistra\u2019&nbsp;veniva largamente usata la retorica bellica, (ho un vivissimo ricordo di lei e di me nel 2002 in una affollatissima iniziativa voluta da Fausto Bertinotti a Venezia dopo il G8 di Genova, uniche due donne in un panel tutto maschile, a sottolineare quanto anche il movimento noglobal soffrisse di eccesso di testosterone) Lidia Menapace ruppe il tab\u00f9 romantico della lotta armata partigiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mRekpakNAEc\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/youtu.be\/mRekpakNAEc\">Ci dichiariamo nipoti politici<\/a>&nbsp;<\/em>raccont\u00f2 un\u2019altra, totalmente antieroica e poco conosciuta storia della presenza delle donne nella Resistenza.&nbsp;\u201cEssere partigiana \u00e8 stata una scelta naturale, ma non necessariamente armata\u201d, diceva.&nbsp;\u201cNon avrei mai potuto uccidere nessuno, ero cos\u00ec spaventata dalle armi che avevo il terrore di spararmi in un piede. Le donne hanno fatto la Resistenza anche e soprattutto nascondendo i partigiani nelle case e nei fienili, rischiando la vita per questo atto di insubordinazione.\u201d<img decoding=\"async\" width=\"121.220000\" height=\"0.599980\" src=\"blob:http:\/\/www.mareaonline.it\/2432fbdb-2e70-4e21-ad71-21a2de1419cf\" alt=\"page6image3698304\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maestra, maieuta, levatrice, non materna ma affiancante, Lidia Menapace ha incarnato, nel piccolo corpo-mente curioso e gentile che solo il Covid19 \u00e8 riuscito a spegnere, l\u2019esempio vivente di femminismo inclusivo, irridente del virilismo di destra e di sinistra, di laicit\u00e0 che si fonda sulla libert\u00e0 dei corpi di gioire del piacere, tutti i piaceri, nel rispetto reciproco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.monicalanfranco.it\" data-type=\"URL\" data-id=\"www.monicalanfranco.it\">www.monicalanfranco.it <\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.radiodelledonne.org\/altradimora\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/www.radiodelledonne.org\/altradimora\/\">http:\/\/www.radiodelledonne.org\/altradimora\/<\/a><br><a href=\"http:\/\/www.radiodelledonne.org\">www.radiodelledonne.org <\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/manutenzionilapiece.wordpress.com\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/manutenzionilapiece.wordpress.com\/\">http:\/\/manutenzionilapiece.wordpress.com\/ <\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lidia Menapace: la sua eredit\u00e0 \u00e8 il nostro futuro di Monica Lanfranco* Accanto al letto ho sempre un libro, tra i pochi che non smetto da molti anni&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2193,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2195","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2195","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2195"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2195\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2218,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2195\/revisions\/2218"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2193"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.mareaonline.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}