{"id":1864,"date":"2019-01-26T16:47:01","date_gmt":"2019-01-26T16:47:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=1864"},"modified":"2019-01-26T16:47:01","modified_gmt":"2019-01-26T16:47:01","slug":"n-1-2019-storia-rimossa-leggi-un-articolo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=1864","title":{"rendered":"N 1 2019-STORIA RIMOSSA-LEGGI UN ARTICOLO"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 41\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Marea-1-2019-2-001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1845\" src=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Marea-1-2019-2-001-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Dietro il silenzio<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>di Federica Serra e Rossana Piredda<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Perche scrivere insieme? Per un bisogno di confronto generazionale, per l\u2019importanza che per tutte e due ha, e ha sempre avuto, la storia delle donne dimenticate; per questo abbiamo immaginato un dialogo che attraverso la scrittura dia nuovamente voce a esperienze di vite vissute che, in silenzio, hanno cambiato il corso della Storia.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Federica: Si aggirano come fantasmi le anime delle donne dimenticate e cancellate dalla Storia. L\u2019oblio della memoria, studiato nei minimi particolari, \u00e8 una macchina che sistematicamente annulla le parole, i pensieri, le scoperte, le conquiste, le rivoluzioni di tutte coloro che hanno vissuto pienamente senza limiti.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Rossana: Non so perch\u00e9, ma l\u2019immagine che mi \u00e8 venuta in mente, come un flash,\u00e8 stata quella del Vietnam Veterans Memorial a Washington per i caduti della lunga e orribile guerra del Vietnam. Migliaia di nomi riportati su un lunghissimo muro di granito, migliaia di storie intrappolate. Ecco, io non vorrei mai che la storia di tante donne fosse ridotta ad un nome scolpito su un muro.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Federica: Sicuramente, tra le pieghe del tempo e di ricordi sbiaditi, si trovano preziosi frammenti di questa umanit\u00e0 straordinaria alla quale dobbiamo dare voce per tessere il filo dei suoi pensieri, per riscoprire quella parte di noi che ancora oggi, troppo spesso, dorme sotto una coltre di pregiudizi ancestrali. Essere una donna non ha significato assenza di ispirazione e di immaginazione, assenza d\u2019intelligenza e spirito di iniziativa o annullamento delle proprie capacit\u00e0, ma ha portato ad una reale consapevolezza di ci\u00f2 che ognuna di noi pu\u00f2 fare, nonostante l\u2019emarginazione nella quale la societ\u00e0 ha preferito relegarci.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Rossana: Apparentemente parrebbe una fase storica superata. In realt\u00e0, forse oggi pi\u00f9 che mai, ci rendiamo conto di quanto subdola e sommersa viva ancora questa emarginazione di cui tu parli.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Federica: Relegate alla funzione di angeli del focolare e a ruoli secondari che non contemplano il comando e il potere decisionale spettante a chi ha avuto la\u2018fortuna\u2019 di nascere uomo, dando sempre per scontato il suo essere superiore in tutti i sensi, immaginabili e non. C\u2019\u00e8 chi ha sfidato e chi sfida ancora oggi questa visione della donna sottomessa, dura a morire, in un contesto dove i bambini devono giocare con il pallone e le costruzioni e le bambine con le bambole e le pentole, ponendo le basi cementificate del loro posto nella societ\u00e0.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong><span style=\"font-size: 1rem;\">Rossana: A meno che il potere non venga riconosciuto alle donne che assumono un metodo \u2018maschile\u2019 di esercizio del potere in senso ampio, alienando la visione femminile di un agire, soprattutto in politica, diverso. Questa \u00e8 una delle ragioni per cui, da tempo, mi porto dietro questa curiosit\u00e0 di cercare e ricercare come le donne abbiano influito in maniera determinante al corso della storia umana. Ho scoperto, in questo viaggio, un universo di donne di ogni parte del mondo; alcune hanno acquisito visibilit\u00e0, altre hanno contribuito con i loro corpi e voci, e non ne conosciamo volti e nomi, oppure hanno organizzato il loro impegno dietro un uomo che ha fatto la storia.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 42\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Federica: Tra le pagine dei libri di storia non troveremo mai i nomi delle donne che hanno contribuito alla nostra evoluzione, che hanno rivoluzionato le loro vite per dare un senso anche alle nostre. Infatti, salvo rare eccezioni, di loro resta ben poco perch\u00e9 sarebbero potute essere un cattivo esempio e dare forza e coraggio a chi non intendeva arrendersi ad un destino gi\u00e0 scritto. Sono tanti i nomi di donne dimenticate che vorrei diventassero indimenticabili: donne che hanno studiato e che si sono emancipate, donne di ogni angolo del mondo che hanno combattuto per poter affermare la loro presenza, oltre i patriarcati ed i fondamentalismi, ed alle quali dobbiamo tendere la mano per fare in modo che riemergano nel loro splendore accecante che un tempo le ha condannate perche troppo audace e sfrontato.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Rossana: Si, non esiste luogo geografico dove le donne non siano state protagoniste di lotte, propositrici di cambiamenti. Passato, presente e futuro hanno volti femminili in marcia e anche se mai entreranno nella Storia, quella che si studia nelle scuole, la Storia l\u2019hanno attraversata, con i suoi dolori, le macerie, le sconfitte e le poche vittorie. L\u2019hanno fatta e la fanno tutt\u2019oggi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Federica: Sono donne ignorate ed escluse che lottano e contrastano la prepotenza attraverso la quale sono state rinchiuse in un gineceo dal quale sembrava quasi impossibile evadere.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Rossana: Non sono stati gli uomini ad organizzare il Movimento delle donne. Sono le donne che si sono organizzate per uscire dal silenzio, per uscire dallo sfruttamento, dalla miseria, dalla violenza. Penso alle partigiane, alle contadine che occuparono terre, alle donne in miniera che dodici ore al giorno separavano il carbone per un salario da fame, che da latitudini diverse hanno gli stessi volti delle Madri di Plaza de Majo, delle donne coi fazzoletti verdi argentine: lo stesso grido che \u00e8 riuscito a valicare i confini di ogni continente. Quelle voci senza nomi sono donne che hanno passato testimone e testimonianza di esperienza, conoscenza, ribellione: sono la nostra storia.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 43\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong><span style=\"font-size: 1rem;\">Federica: Chi ricorder\u00e0 invece le donne di piazza Tahrir? Vittime di stupri di massa durante la Primavera Araba, perch\u00e9 hanno osato riappropriarsi dei loro diritti manifestando pubblicamente insieme agli uomini&#8230; una rivoluzione dentro la rivoluzione messa a tacere con ferocia. Dimenticate dalla Storia, dimenticate dalla societ\u00e0, cancellate culturalmente e fisicamente. Il mio pensiero va ad Ipazia, nata ad Alessandria D\u2019Egitto intorno al 370, filosofa e scienziata, che fu denudata, uccisa, smembrata e bruciata da un gruppo di fanatici cristiani. Era l\u2019otto marzo 415 e una delle donne piu geniali e importanti dell\u2019epoca veniva cancellata per sempre.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Rossana: Otto marzo: data simbolica, di oppressione e riscatto; 126 operaie uccise nell\u2019incendio della Triangle Waist di New York il 25 marzo 1911, ma Clara Zetkin si batte perche l\u20198 marzo diventasse la data simbolo, in memoria delle vittime di quel rogo e dell\u2019emancipazione delle donne. Consiglio a tutte di leggere il bellissimo libro di Ester Rizzo, Camicette Bianche, Navarra Editore, che con una preziosa ricerca ripercorre fatti e luoghi e, credo per la prima volta, scrive nero su bianco i nomi di queste \u2018camicette bianche\u2019.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Federica: La Damnatio memoriae che colpisce le donne va affrontata e combattuta proprio cos\u00ec perch\u00e9 solo parlandone e facendo ricerca possiamo dare nuovamente dignit\u00e0 alle nostre sorelle perdute e a tutte coloro che rischiano di subire lo stesso trattamento. La scienziata Rosalind Franklin, nata a Londra nel 1920, scopr\u00ec la struttura del DNA, ma chi si ricorda di lei? Fu derubata della sua sensazionale scoperta da due colleghi che in seguito vinsero il Premio Nobelper la Medicina. Maria Gabriella Luccioli, nata\u00a0a Terni nel 1940, riusc\u00ec a diventare magistrata\u00a0nel 1965 partecipando al primo concorso\u00a0aperto alle donne; \u00e8 stata inoltre la prima\u00a0presidente di una sezione della Cassazione e la\u00a0prima a candidarsi alla Presidenza della\u00a0Suprema Corte. Nel suo libro, Diario di una\u00a0giudice, Forum Editrice Universitaria Udinese,\u00a0ripercorre i suoi cinquant\u2019anni di operato e\u00a0ricorda il disagio provato nell\u2019ascoltare il\u00a0discorso del Procuratore Generale Giannantonio, durante la cerimonia d\u2019ingresso in\u00a0Magistratura: era l\u2019unica donna presente e lui lesse un brano in cui le donne venivano<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #999999;\"><strong>definite antropologicamente inclini al ricamo e al cucito, aggiungendo che, per limitare il danno commesso dal Legislatore, avrebbero dovuto essere assegnate tutte ai Tribunali Minorili. Alcune sue sentenze, giudicate scomode, hanno\u00a0<span style=\"font-size: 1rem;\">fatto la Storia del nostro Paese e vorrei che nessuno dimenticasse mai la sua\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1rem;\">tenacia e il suo esempio.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 44\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Rossana: Per fortuna che qualcuna ha voglia di raccontarsi, perch\u00e9 l\u2019autobiografia \u00e8 lasciare un segno di ci\u00f2 che \u00e8 la propria storia. La parola scritta mi ha portato da Hilda Gadea e da Bianca Ripepi Sotgiu. Pi\u00f9 o meno coetanee, Hilda nata a Lima nel 1925 e Bianca a Reggio Calabria nel 1922. Due Sud del mondo accomunate da una forza e una generosit\u00e0 enormi, che quasi con riluttanza hanno raccontato le loro vite. Hilda, prima moglie del Che Guevara, ha la consapevolezza della sua indipendenza e da esiliata in Messico continua la sua militanza contro le dittature non solo del suo Paese ma di tutta l\u2019America Latina. L\u2019artefice di tanta preparazione politica di Ernesto Guevara \u00e8 Hilda, che mette a disposizione il suo sapere, le sue conoscenze, la sua vita senza aspet- tarsi onori e glorie. Con una semplicit\u00e0 disarmante, nella sua autobiografia, racconta i giorni con il Che, la formazione e l\u2019amore verso quest\u2019uomo che comunque cambier\u00e0 il suo destino e quello di un\u2019intera Nazione. Ma di lei non si ritrovano scritti che ne risaltino il grande contributo; eppure \u00e8 lei la pi\u00f9 forte, ma rester\u00e0 nell\u2019ombra.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>La stessa modestia che ho ritrovato nell\u2019autobiografia di Bianca Ripepi Sotgiu, che ho avuto l\u2019onore di conoscere di persona. Lei che, moglie di Girolamo Sotgiu, senatore del PCI, conosciuto durante il confino a Rodi, salva ebrei dall\u2019isola greca assieme al marito rischiando la prigionia e la deportazione; Bianca che in Sardegna, mentre il marito ha cariche politiche importanti, organizza le donne e le lotte contadine. Un storia, la sua, piena di dolcezza e solidariet\u00e0, che solo nel 2015 le verr\u00e0 riconosciuta. Assieme al marito, anni dopo la loro morte, le verr\u00e0 assegnato il titolo di Giusti tra le Nazioni: i loro nomi sono incisi sul muro del Giardino dei giusti del museo Yad Vashem di Gerusalemme.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 45\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Federica: E dalla Sardegna arriva anche la storia di Adelasia Cocco, nata a Sassari nel 1885, che si iscrisse alla Facolt\u00e0 di Medicina di Pisa nel 1907 e che, dopo la laurea, conseguita a Sassari nel 1913, divenne la prima medica condotta d\u2019Italia, in una zona non certo facile come la Barbagia dove alla fine riusc\u00ec a conquistare la popolazione abbattendo ogni ostilit\u00e0 e ostracismo maschilista. Era proprio libera e consapevole delle sue capacit\u00e0, lo dimostrava in ogni sua azione e in ogni sua decisione. Nel 1919 prese la patente di guida &#8211; fu la prima donna in Sardegna &#8211; per potersi muovere liberamente attraverso le strade della sua isola e raggiungere i pazienti senza farsi scortare da alcun uomo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Rossana: Nell\u2019era dei social, dove lo spazio per la memoria storica ha ritmi troppo veloci, perch\u00e9 descritta e consumata in fretta, a volte si ritrovano momenti di rivalutazione di alcune donne che hanno inciso molto anche nel movimento femminista. Quel movimento che negli anni \u201970 diede il via alle lotte per i diritti, fu anche una rivoluzione culturale e le donne impararono a conoscere e riconoscere se stesse e le altre. Si impadronivano della loro storia. Non avremmo conosciuto Artemisia Gentileschi, oggi di nuovo studiata, testimonianza di come la memoria delle donne si rivaluti attraverso la conoscenza. Di generazione in generazione si deve avere consapevolezza che non possono rubarci le nostre storie, potranno nasconderle ma ci sar\u00e0 sempre la curiosit\u00e0 e la voglia di raccontarle.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #999999;\"><strong>Federica: La nostra voce e le nostre mani, che scrivono trasformando i nostri pensieri in realt\u00e0 su queste pagine bianche, devono essere la voce e le mani di tutte quelle donne che la storia maschilista ha cercato di occultare per sempre.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro il silenzio di Federica Serra e Rossana Piredda Perche scrivere insieme? 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