{"id":1656,"date":"2017-09-11T16:03:03","date_gmt":"2017-09-11T16:03:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=1656"},"modified":"2017-10-10T13:37:56","modified_gmt":"2017-10-10T13:37:56","slug":"numero-3-2017-leggi-un-articolo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=1656","title":{"rendered":"NUMERO 3 2017 LEGGI UN ARTICOLO"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1ecee6a76d5fe0e19f79bf761732b66ea8a7f06e.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1651\" src=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1ecee6a76d5fe0e19f79bf761732b66ea8a7f06e-150x150.jpeg\" alt=\"1ecee6a76d5fe0e19f79bf761732b66ea8a7f06e\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<h1><strong>LADY OSCAR<\/strong><\/h1>\n<p><strong><em>di Annalisa Corrado<\/em><\/strong>*<\/p>\n<h3>Sono nata l&#8217;8 settembre del 1973. Una data &#8220;pesante&#8221; per molti motivi, per lo pi\u00f9\u00a0immediatamente evidenti.\u202830 anni esatti (solo 30!) dall&#8217;armistizio tra l&#8217;Italia e le forze alleate anglo-americane, nel corso della seconda guerra mondiale;\u00a0solo un pugno di giorni prima del golpe militare in Cile, che diede inizio alla sanguinosa dittatura di Pinochet;\u00a0l&#8217;anno di quella che viene considerata la prima, tremenda, crisi del petrolio, che mise l&#8217;Occidente di fronte alla finitezza e inadeguatezza del proprio modello di sviluppo, che fino a quel momento appariva invincibile e sfavillante;\u00a0l&#8217;anno della pubblicazione di un libro simbolo di un&#8217;epoca e di una lotta mai abbastanza vinta, scritto da Elena\u00a0Gianini\u00a0Belotti, &#8220;Dalla parte delle bambine&#8221;.<\/h3>\n<h3>Sono nata l&#8217;8 settembre 1973 ed oggi posso usare questi eventi per definire la persona che, lentamente, sono diventata: \u00a0ecologista\u00a0(per passione, per attivismo e per professione), femminista (per necessit\u00e0, con strumenti magari un po&#8217; rudimentali ma ben radicati), antifascista (comprendendo nel termine il rifiuto di ogni regime totalitarista e di ogni follia suprematista).<\/h3>\n<h3>Aggiungerei infine,\u00a0tanto per utilizzare termini cari al dibattito pubblico del momento,\u00a0gufa, \u201cbuonista\u201d, e del tutto incapace di individuare un &#8220;casa nostra&#8221; e &#8220;casa loro&#8221; in virt\u00f9 del quale gerarchizzare i diritti degli esseri umani o, meglio ancora, degli esseri viventi.<\/h3>\n<h3>Sono cresciuta fiera del mio essere considerata \u201cun maschiaccio\u201d, inizialmente intrappolata in una sorta di &#8220;complesso di Lady Oscar\u201d che, volendo usare una estrema sintesi poco romantica, altri non era che una donna che, un po&#8217; per necessit\u00e0 un po&#8217; per aspettative terze, aveva deciso di vestire i panni del maschio pur di raggiungere obiettivi professionali di rilievo e pur di sviluppare le proprie attitudini e capacit\u00e0.<\/h3>\n<h3>Mi distinguevo, cio\u00e8, fin da allora, quasi con orgoglio da ogni stereotipo femminile (ad esempio preferendo la maschera di Zorro a quella della principessa; scegliendo sempre i pantaloni e snobbando gli scomodissimi vestiti aggraziati; adorando passare il tempo dedicandomi alle costruzioni, alla lotta, allo smontaggio e rimontaggio degli oggetti domestici vagamente tecnologici, piuttosto che alle insopportabili barbie), pi\u00f9 o meno\u00a0serenamente convinta che i miei desideri, le mie abilit\u00e0 e le mie attitudini fossero effettivamente \u201cda maschio\u201d e che ci fosse persino da andarne fiere. Al punto che per maschio mi hanno sistematicamente scambiata, almeno fino ai 12 anni suonati.<\/h3>\n<h3>Ancora non mi sfiorava l\u2019idea che fossero gli stereotipi ad essere odiosi, tarpanti e profondamente sbagliati e che, in quanto bambina, avrei avuto tutto il diritto di sognare (anche) di combattere i cattivi con la spada, con la maschera e con molto coraggio, restando femmina, per\u00f2.<\/h3>\n<h3>Da Zorro all\u2019ingegneria meccanica, complici un\u2019insanabile irrequietezza (che ancora mi fa sempre compagnia), una famiglia disposta a sostenermi anche lungo strade non esattamente rassicuranti, una nonna prima partigiana e poi giornalista e capitana di azienda, alla quale nessuno avrebbe osato dire che \u201cuna donna non avrebbe potuto\u2026\u201d il passo \u00e8 stato breve, almeno a vederlo da qui.<\/h3>\n<h3>Proprio nelle aule universitarie stracolme di maschi, ancora sostanzialmente con la rassicurante divisa di Lady Oscar addosso, \u00e8 arrivata la folgorazione: l&#8217;incontro con l&#8217;oggetto che avrebbe catturato buona parte delle mie energie da l\u00ec in poi. L&#8217;energia.<\/h3>\n<h3>L&#8217;energia del petrolio, del carbone del gas, l&#8217;energia nucleare, quella che disegna i rapporti di forze e la geopolitica mondiale, che provoca e alimenta interminabili e sanguinosissimi confitti, che rende irrespirabile l&#8217;aria e malsane le acque, che avvelena il suolo, che sposta gli impatti in Paesi o luoghi che qualcuno ha deciso siano &#8220;sacrificabili&#8221;, che acuisce ingiustizia e diseguaglianze, che mette a rischio la stessa sopravvivenza del genere umano, perch\u00e9 in grado di compromettere l&#8217;abitabilit\u00e0 del pianeta Terra.<\/h3>\n<h3>La stessa energia che, invece, se la generi utilizzando tecnologie pulite e sole, vento, acqua, calore della Terra, biomassa, maree, se la usi con efficienza ed intelligenza, abbandonando il centralismo a favore della distribuzione, ha il potere di cambiare tutte le carte in tavola, perch\u00e9 nasconde in s\u00e9 la chiave per ridefinire completamente i connotati alla societ\u00e0, all&#8217;economia, agli stili di vita, all&#8217;agricoltura, ai territori, alle nostre citt\u00e0.<\/h3>\n<h3>Per l\u2019energia abbiamo dichiarato troppe guerre, contro altri popoli, contro l&#8217;ecosistema, in ultima istanza, contro noi stessi&#8230; E, in questo senso, lavorare per sovvertire completamente questo modello poteva diventare realmente il mio modo di \u201cfare pace con la Terra\u201d.<\/h3>\n<h3>L\u2019energia ha fatto irruzione nella mia vita, insomma, e non ci siamo pi\u00f9 lasciate.<\/h3>\n<h3>Seppur supportata da questa appassionante convinzione, mi fu presto chiaro che essere una giovane ingegnerA meccanica all\u2019inizio del nuovo millennio (allora non mi sarebbe mai saltato in mente di definirmi cos\u00ec\u2026 Ancora non avevo n\u00e9 intuito, n\u00e9 compreso uno dei poteri che hanno le parole ed il linguaggio, ossia quello di evocare la societ\u00e0 che vogliamo costruire e fare posto alle immagini che verranno) non era proprio un fatto banalissimo.<\/h3>\n<h3>Ci mettevo di mio un cognome un po\u2019 \u201cambiguo\u201d (che \u00e8 anche un nome proprio maschile, seppur non diffusissimo) e delle dimensioni non esattamente classiche per il mondo femminile (1,83 m di altezza, per un sonoro 42 e 1\/2 di piede), che avevano fatto dell\u2019unisex uno dei miei punti di riferimento.<\/h3>\n<h3>L\u2019incontro\/impatto con un mondo tutt\u2019altro che disponibile a farmi togliere la rassicurante divisa di Lady Oscar \u00e8 arrivato agli albori dell\u2019esercizio della professione.<\/h3>\n<h3>Ai colleghi maschi l\u2019appellativo \u201cingegnere\u201d era conferito automaticamente, persino quando non era nemmeno vagamente reale, con naturalezza. Per noi c\u2019erano a disposizione i signora o i signorina, al limite dello sforzo arrivava qualche dottoressa\u2026 Poi c\u2019erano le chiamate dall\u2019esterno dell\u2019ufficio che ti scambiavano per la segretaria o l\u2019assistente di qualcuno prima di capire che eri tu, proprio tu (femmina?!), il punto di caduta della loro ricerca telefonica; oppure quei momenti un po\u2019 frustranti in cui ti dovevi qualificare con titolo di studio e ruolo ricoperto prima che qualcuno (anche donne) ti desse ascolto o ti passasse la persona giusta.<\/h3>\n<h3>Un giorno, ricevetti una email che iniziava con \u201ccaro ing. Annalisa\u2026\u201d e mi fu chiaro quanto per moltissimi potesse essere pi\u00f9 semplice pensare che qualcuno si potesse chiamare Annalisa di cognome, piuttosto di essere incappati in \u201cun\u2019ingegnereMeccanico Femmina\u201d.<\/h3>\n<h3>L\u2019aneddoto pi\u00f9 bello di tutti, per\u00f2, resta quello che ha regalato il titolo a questa breve sequenza di pensieri e riflessioni: Dovevo tenere una lezione su efficienza energetica e fonti rinnovabili all\u2019interno di un corso di aggiornamento per docenti delle scuole secondarie.\u00a0In una sala moto elegante e tecnologica, la coordinatrice del corso mi accoglie cordiale, scambia con me due chiacchiere sulla lezione e, pragmaticamente, dice al tecnico di sala \u201caccompagni l\u2019ingegnere alla sua postazione per collegare il pc\u201d. Mi incammino; sento che non mi sta seguendo, n\u00e9 tanto meno accompagnando, anima viva (del resto i maschi presenti erano rimasti tutti fermi attorno alla coordinatrice). Percepisco imbarazzo e gesti alle mie spalle, finch\u00e9 emerge chiaramente un sussurro chiarificatore \u201cl\u2019ingegnere \u00e8 la signora!\u201d.<\/h3>\n<h3>Insomma, mentre la divisa cominciava decisamente ad andarmi stretta (a volte anche con risvolti esilaranti), iniziavo a sperimentare un crescente disagio per le situazioni in cui un rassicurante paternalismo si mischiava con una certa malizia sessista, dando luogo ad un ambiente un po\u2019 ambiguo e molliccio, in cui dalle poche femmine presenti, specie se giovani, oltre ad una continua dimostrazione delle proprie capacit\u00e0 e dei meriti per i quali si ricopriva questa o quella posizione di responsabilit\u00e0, ci si aspettava che imparassero presto a fare buon viso a cattivo gioco, a ridere a battute di pessimo gusto, a non rispondere troppo per le rime, per non correre il rischio di sembrare intransigenti, bacchettone o \u201cacide\u201d (avete mai sentito questo termine legato al mondo maschile? Interessante, no?).<\/h3>\n<h3>Proprio in quel periodo Elena Gianini Belotti, attraverso il suo scritto \u201cDalla parte delle bambine\u201d, mi venne in soccorso con la sua chiave di lettura della realt\u00e0, tanto lucida e illuminante, quanto spietata e inquietante, puntando un faro (che non si \u00e8 mai pi\u00f9 spento da allora) sulla zavorra che ci portiamo dietro con gli stereotipi di genere, tanto come singoli, quanto come societ\u00e0.<\/h3>\n<h3>Non si pu\u00f2 non tenerne conto mentre si agisce ogni giorno, senza mai poter dare per acquisito quel complicato equilibrio dinamico tra tutte le dimensioni che, come moltitudini di altre donne non riconducibili a nessuno degli stereotipi femminili disponibili, vivo: dalle relazioni familiari, alla professione, dalle passioni all\u2019attivismo civico e politico, passando per quella pazzesca e spettacolare rivoluzione copernicana che \u00e8 la maternit\u00e0.<\/h3>\n<h3>Diffido ormai talmente tanto dal ricorso agli stereotipi, che faccio addirittura fatica a rispondere ad alcune delle preziose sollecitazioni a cui questo scritto vorrebbe o dovrebbe rispondere; ad esempio a quella relativa ad eventuali quid che l\u2019essere donna potrebbe conferire nell\u2019attivismo politico ed ecologista.<\/h3>\n<h3>Senza voler essere minimamente manichea, mi concentro quindi su alcuni elementi che \u201cil femminile\u201d (lo chiamo cos\u00ec, pensandolo come un luogo accessibile anche agli uomini, volendo) possa portare in maniera pi\u00f9 potente negli ambienti dove \u00e8 lasciato libero di agire e manifestarsi.<\/h3>\n<h3>Trovo che \u201cil femminile\u201d sia pragmaticamente incline alle relazioni, alla tessitura delle reti e della squadra, e meno attento alla gerarchia e\/o alla competizione fini a se stesse.<\/h3>\n<h3>Trovo che il femminile non abbia timore di liberare la propria passione per dare forza alle battaglie scelte che, proprio per questo motivo, diventano viscerali e vissute con radicalit\u00e0 e instancabile generosit\u00e0, senza troppi calcoli e retropensieri.<\/h3>\n<h3>Trovo che il femminile sia propenso (o ancestralmente abituato) ad avere una visione sistemica, ad allargare lo sguardo per comprendere la complessit\u00e0 delle cose, i diversi punti di vista, senza lasciarsi ipnotizzare da singoli aspetti, senza lasciare pezzi o persone indietro.<\/h3>\n<h3>Trovo che il femminile porti con s\u00e9 un radicale senso di responsabilit\u00e0 (croce e delizia!), che si traduce in determinazione, affidabilit\u00e0 e necessit\u00e0 di un continuo esercizio per tenere la mente vigile su piani paralleli e schemi multi-dimensionali.<\/h3>\n<h3>Per questi motivi sono convinta che liberare spazio per il femminile consentirebbe di smorzare questo insensato amore per gli scontri e per lo schieramento di tifoserie contrapposte, possibilmente armate, questa ricerca ossessiva dell\u2019uomo solo al comando, cui delegare le scelte e garantire appoggio incondizionato.<\/h3>\n<h3>Sono convinta che il femminile, specie in questi giorni spaventosi in cui potenti irresponsabili soffiano sul fuoco della paura e dell\u2019egoismo (facendo a gara a chi ha i confini pi\u00f9 stretti ed esclusivi e lo sguardo e la memoria pi\u00f9 corti), possa aiutare molti a gettare il cuore oltre la rabbia e dedicarsi con coraggio a recuperare tutto il terreno perduto, spingendosi ancora un poco pi\u00f9 in l\u00e0, dove ancora non \u00e8 arrivato nessuno.<\/h3>\n<p>*<a href=\"http:\/\/greenitalia.org\">Green Italia<\/a><\/p>\n<h3><a title=\"Sommario n 3 2017 Ecofemminismo\" href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=1666\"><strong>Vedi il sommario di questo numero<\/strong><\/a><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1ecee6a76d5fe0e19f79bf761732b66ea8a7f06e.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1651\" src=\"http:\/\/www.mareaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1ecee6a76d5fe0e19f79bf761732b66ea8a7f06e-150x150.jpeg\" alt=\"1ecee6a76d5fe0e19f79bf761732b66ea8a7f06e\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LADY OSCAR di Annalisa Corrado* Sono nata l&#8217;8 settembre del 1973. 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