{"id":1022,"date":"2014-12-14T14:34:22","date_gmt":"2014-12-14T14:34:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=1022"},"modified":"2015-04-11T11:58:33","modified_gmt":"2015-04-11T11:58:33","slug":"leggi-un-articolo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.mareaonline.it\/?page_id=1022","title":{"rendered":"LEGGI UN ARTICOLO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Grande \u00e8 la confusione sotto il cielo<\/strong><\/p>\n<p>di Monica Lanfranco <a href=\"http:\/\/www.monicalanfranco.it\">www.monicalanfranco.it<\/a><\/p>\n<p>\u201cPornografia \u00e8 ci\u00f2 che fanno gli altri\u201d. La frase (della quale non ho trovato traccia circa l\u2019origine, ma \u00e8 dagli anni \u201970 che la ricordo) \u00e8 significativa di una tendenza a rimuovere dalla propria dimensione il problema, in un senso o nell\u2019altro: sia che la si approvi, o la si consideri un non-problema, sia che la si condanni, o, appunto, la si veda solo riflessa nelle azioni altrui, quindi da giudicare ma ritenendosene immuni.<\/p>\n<p>Provo quindi a non rimuovere, e ad organizzare un discorso sull\u2019argomento mettendo insieme alcune suggestioni, lampi di chiarezza (o confusione), generati da stimoli ricevuti.<\/p>\n<p>Prima situazione. Una giovane conoscente mi confid\u00f2 che, durante la sua una frequentazione erotica con uomini molto pi\u00f9 anziani di lei, spesso faceva uso di sex toys, per la maggior parte \u2018naturali\u2019 e home maded (per lo pi\u00f9 zucchine, protette da profilattico, molto meno costose dei giocattoli d\u2019ordinanza, che hanno prezzi piuttosto alti), e mi raccontava dell\u2019ambivalenza rispetto a quella pratica: richiesta dai suoi compagni la trovava eccitante, ma anche violenta, specialmente perch\u00e9 gli uomini, molto provocati dalla sua disponibilit\u00e0, rischiavano spesso di farle male.<\/p>\n<p>Seconda situazione. Una matura amica femminista lesbica, quando le riferii di essere rimasta colpita e confusa dalla scena del film <em>I ragazzi stanno bene,<\/em> in cui le due amanti protagoniste vedono un film porno in cui due giovani uomini sono intenti in rapporti sessuali, mi disse che spesso, al contrario di quello che pensavo, nelle coppie lesbiche si usano video porno a tema gay piuttosto che lesbico.<\/p>\n<p>A volte, mi disse, \u00e8 pi\u00f9 facile e gradevole \u2018staccare\u2019 con la similarit\u00e0 erotica e trarre spunti stimolanti da una sessualit\u00e0 diversa, per trovare incentivi da sviluppare con la compagna.<\/p>\n<p>Terza situazione. Un amico, frequentatore di locali e club privati dove coppie sposate e coppie clandestine (talvolta formate da uomini sposati e prostituite d\u2019occasione) s\u2019incontrano per avere rapporti sessuali, \u00a0mi ha aperto pagine infinite di racconti su un mondo parallelo a quello quotidiano di persone \u2018insospettabili\u2019 circa la sessualit\u00e0 e il consumo di pornografia, dai quali ho scoperto che mi sbagliavo pensando che le migliaia di uomini e donne che ne fanno parte fossero in et\u00e0 avanzata. Una buona percentuale, soprattutto di uomini, \u00e8 giovane, anche sotto i trent\u2019anni: preferisce il rapporto occasionale con donne molto pi\u00f9 anziane, e parimenti consuma materiale pornografico con soggetti femminili in et\u00e0 avanzata.<\/p>\n<p>Quando ho scoperto, (purtroppo), l\u2019esistenza di un sito che si chiama <em>gnoccatravel <\/em>(\u00e8 stata di recente aperta la raccolta di firme per farlo chiudere, dato il tono violento e a tratti inquietante delle comunicazioni che veicola) ho rimpianto la fastidiosa espressione \u2018nave scuola\u2019, con la quale si indicavano le donne mature ricercate dai giovani maschi per imparare l\u2019arte amatoria: famosa, cinematograficamente parlando, <em>Gradisca<\/em> di Fellini.<\/p>\n<p>Quel termine, che per lo meno evocava la fantasia simbolica del viaggio (nave) e dell\u2019apprendimento (scuola), \u00e8 stata sostituita. nel linguaggio dei frequentatori di prostitute, cos\u00ec come nel mondo del consumo di porno da un brutale acronimo: <em>milf<\/em>.\u00a0 Significa <em>mother I love fuck<\/em>, (<span style=\"text-decoration: underline;\">mother<\/span>, non woman) ed \u00e8 il soggetto pi\u00f9 richiesto, come si evince dalle migliaia di comunicazioni che popolano il sito, nel quale gli uomini scrivono, dopo avere consumato, per far sapere dove, in tutto il mondo, con una capillarit\u00e0 e precisione impressionante, si possono trovare locali, pubblici o privati, e strade dove incontrare (e\/o \u2018acquistare\u2019), donne di questo \u2018tipo\u2019. Recensioni del turismo sessuale: magistrale, per saperne di pi\u00f9, il reportage fatto al sito <em>il ricciocorno schiattoso, <\/em>che racconta, a specchio, il mondo di <em>Gnoccatravel.<\/em><\/p>\n<p>Quello che mi ha turbato, nell\u2019acronimo, \u00e8 la vicinanza delle parole <em>madre<\/em> e <em>fottere.<\/em> Del resto non ci si dovrebbe stupire: in nessun sito porno manca il ricco capitolo dedicato agli amatori del sesso con donne incinte; chiss\u00e0 se gli amatori del genere conoscono la celebre battuta di Woody Allen secondo la quale gli uomini escono dalle donne, (alla nascita), e poi passano tutta la vita a cercare di rientrarci.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">La rete e la modernit\u00e0<\/span><\/p>\n<p>Internet ha reso la pornografia un argomento non solo legittimo culturalmente, alla pari della teologia o della puericultura, (il mezzo \u00e8 per sua natura orizzontale, e quindi ogni tema ha la possibilit\u00e0 di diventare potentissimo, basta una forte capacit\u00e0 di indicizzazione) e in meno di due decenni l\u2019ha eletta a parola, e tema, dominante.<\/p>\n<p>Il vocabolo pi\u00f9 digitalizzato sulle stringhe di ricerca in rete \u00e8 <em>sex<\/em>, termine con il quale, immediatamente, si accede a miliardi di siti pornografici, con video e foto di ogni tipo, bambine e bambini compresi. L\u2019allarme globale sulla recrudescenza del fenomeno della pedopornografia arriva anche attraverso la letteratura di evasione: i libri di maggior successo delle autrici contemporanee di thriller, provenienti da paesi e cultura diverse, (\u00e8 una tendenza in aumento nel genere), hanno nel plot storie nelle quali non manca mai un riferimento al mercato, in crescita esponenziale, della pedopornografia e del commercio sessuale di minori, nel quale spiccano i maschi italiani (brava gente!) come utenti assidui e affezionati all\u2019estero, durante le vacanze esotiche in Asia, Africa o America Latina. Ormai accertata \u00e8 la connessione tra mercato pornografico, mondo della droga e, ai livelli pi\u00f9 delinquenziali, mondo della schiavit\u00f9 sessuale e traffico d\u2019armi. La grande disponibilit\u00e0 di pubblico, e la sua economicit\u00e0, rendono <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Internet\">Internet<\/a> un mezzo molto usato per la distribuzione e la fruizione di materiali a contenuto pornografico. Di fatto, con l&#8217;avvento di internet, soprattutto per la diffusione di sistemi di file e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Video_sharing\">video sharing<\/a> la pornografia \u00e8 divenuta immediatamente, e anonimamente, disponibile ovunque e per chiunque. L&#8217;ultima conseguenza di questo fenomeno ha, innanzitutto, mitigato il generico sentimento di condanna di fronte a questa forma espressiva, (senza per\u00f2 sviluppare un discorso sul \u2018senso\u2019 e sulle implicazioni di un suo uso frequente e sostitutivo delle relazioni gratuite e comprendenti anche sentimenti ed emozioni, oltre a quelle sessuali) dall&#8217;altro ha agevolato l\u2019esplosione di fenomeni quali il genere \u2018amatoriale\u2019, consistente nella realizzazione di foto e video di carattere porno-erotico ritraente persone comuni (spesso gli stessi soggetti autori del prodotto): chi \u00e8 pi\u00f9 abile riesce a far rimbalzare il proprio ip attraverso server che non sono raggiungibili dai tecnici delle forze dell&#8217;ordine perch\u00e9 ubicati in paesi dell&#8217;Est Europa, dell&#8217;Asia e del sud America dove non c&#8217;\u00e8 collaborazione con le forze dell&#8217;ordine locali, incrementando quindi il mercato illegale, privo di controllo e quindi potenzialmente violento. Oltre al <em>file sharing <\/em>un altro canale di distribuzione della pornografia via internet \u00e8 rappresentato dai siti a pagamento, attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 lucrosa per i produttori di materiale professionale che stanno privilegiando il web abbandonando i canali di distribuzione classici quali edicole, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Videoteca\">videoteche<\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sexy_shop\">sexy shop<\/a>. Grazie alla rete oggi si sta sempre pi\u00f9 affermando il cosiddetto <em>neoporn<\/em>, ovvero il movimento di pensiero che intende la pornografia come liberatoria e principale frontiera antimoralista, accanto ai flashgames per adulti, ovvero giochi elettronici le cui situazioni (pur variando dalla commedia al fantasy) mantengono un carattere dichiaratamente pornografico. Alcuni, di carattere violento e sessista, hanno trovato ampio mercato anche in Italia, come nel caso di <em>Squillo<\/em>, gioco da tavolo in cui, giocando\u00a0 nel ruolo di veri papponi, \u00e8 possibile usare prostitute ed escort a piacimento, spingendo le squillo in dotazione \u2013 Lola e Hannah, Manny e Analia, Shannon e Patty \u2013 a pratiche estreme di ogni tipo. \u201cUn\u2019alternativa per intrattenere amici e parenti, una sfida a colpi di fellatio in cui dimostrare le vostre abilit\u00e0 manageriali\u201d, spiega l\u2019ideatore del gioco e \u2018adult music star\u2019 Immanuel Casto, nel video che apre il sito <em>squillogame.com.<\/em> Nonostante alcune interpellanze parlamentari affinch\u00e8 il gioco fosse ritirato dal commercio e cessassero i numerosi spot online il gioco \u00e8 ancora in circolazione, anche se solo nella versione <em>Squillo Deluxe<\/em> e <em>Squillo Bordello d\u2019Oriente<\/em> (diecimila e cinquemila copie vendute): la prima edizione, <em>Squillo Pappa<\/em>, uscita nel 2013, \u00e8 esaurita da un pezzo. <em>Squillo Game<\/em>, edito da Raven, \u00e8 diventato una specie di cult, andando fortissimo anche ai Lucca Games, dove di solito sono di scena solo fumetti. Il target? \u201cSoprattutto giovani universitari, anche tantissime donne\u201d, \u00a0raccontano dalla fumetteria Gamecraft di Chieti, dove il gioco, unico per adulti, \u00e8 incartato in una velina rosa che ne copre il contenuto. Come riport\u00f2 un articolo sulla pagina web di <em>Donne di fatto<\/em> del <em>Fatto quotidiano<\/em> (molto criticato dai commenti nel sito perch\u00e9 ritenuto \u2018moralista\u2019) \u201ca leggere il regolamento, oltre che a vedere gli spot \u2013 con l\u2019Immanuel Casto, serissimo, che tenta invano di fare ironia sullo sfondo di un sito dall\u2019estetica a met\u00e0 tra un triste porno e un\u2019ambientazione di tarocchi di quart\u2019ordine \u2013 anche chi ha un animo lassista e scanzonato viene preso da certa tristezza. Certo, ci sono alcune cose divertenti, la carta<em> Senso di colpa cattolico<\/em>, che limita le azioni della squillo, cos\u00ec come quella del <em>Testimone di Geova<\/em>, che colpisce il pappone, rendendogli impossibile la gestione delle proprie prostitute. Ilare anche quella <em>Carriera nel Porno<\/em>, (\u2018sfrutta le conoscenze e spompina i potenti\u2019). Per il resto, per\u00f2, il registro non solo \u00e8 ultravolgare, (vedi carta <em>Scorpacciata di cazzi<\/em>, che \u2018risolleva l\u2019animo delle proprie ragazze\u2019), che potrebbe anche starci, in fondo \u00e8 un gioco per adulti. Ma a prevalere \u00e8 soprattutto la violenza. Le ragazze sono le \u2018troie\u2019, che possono essere uccise e i cui organi possono essere venduti per fare cassa. C\u2019\u00e8 la carta <em>Taglia Gole<\/em>, che \u2018consente di levare di torno una troia nemica\u2019, quella <em>Inculata da un rottweiler<\/em>, che \u201crende malata la troia che colpisce\u201d, c\u2019\u00e8 l\u2019opzione <em>Kamikaze<\/em>, per \u2018trasformare la ragazza in una bomba umana\u2019, <em>Il pestaggio<\/em> e <em>La gravidanza indesiderata<\/em>. Ci sono persino l\u2019<em>Olocausto<\/em>, il <em>Patto col Diavolo<\/em> e la <em>Possessione demoniaca<\/em>, le punizioni per i papponi troppo caritatevoli o troppo stupidi, e, infine, pratiche estreme, il <em>Pissing<\/em> e il <em>Fisting<\/em> ma anche, ben visibile appena si apre il sito, il <em>Gerbilling<\/em>, con tanto di roditore tra le gambe di una ragazza\u201d. Accanto ai gioco porno c\u2019\u00e8 la divulgazione di spettacoli a pagamento e non, attraverso la trasmissione in webcam, una pratica molto diffusa in tutto il web. C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di assistere a spettacoli porno e comunicare via chat con chi si sta esibendo in quel momento. Il tutto a disposizione, con un click, anche ai minori, che di fatto sono esposti alla visione di immagini e video \u00a0anche a carattere violento (sulle donne e sui bambini e bambine) senza alcun filtro. La domanda \u00e8: cosa accadr\u00e0 (cosa di fatto sta gi\u00e0 accadendo?) nella vita sessuale, nelle relazioni concrete dei corpi e nell\u2019immaginario erotico di chi, prima ancora che nell\u2019esperienza graduale di ogni persona, che ha tempi e situazioni diverse per ciascuna\/o di noi, \u00e8 stato esposto in solitudine alla pornografia, e quindi ha potenzialmente avuto questa come palestra prioritaria per allenare corpo e fantasia alla sessualit\u00e0 e alla relazione sessuale?<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Etimologia e disturbo<\/span><\/p>\n<p>Sempre affidandosi alla rete ecco cosa scrive la celebre Wikipedia se la si interroga sulla pornografia: \u201cLa pornografia (dal <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_greca\">greco<\/a> \u03c0\u03cc\u03c1\u03bd\u03b7, <em>porne<\/em>, prostituta e \u03b3\u03c1\u03b1\u03c6\u03ae, <em>graph\u00e8<\/em>, disegno e scritto, documento e, quindi, letteralmente \u2018scrivere riguardo\u2019 o \u2018disegnare <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prostituzione\">prostitute<\/a>) \u00e8 la raffigurazione esplicita di soggetti <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Erotismo\">erotici<\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rapporto_sessuale\">sessuali<\/a>, in genere ritenuti osceni, effettuata in diverse forme: letteraria, pittorica, cinematografica, fotografica. Il termine pornografia tuttavia \u00e8 di recente conio. \u00c8 attribuibile, nella forma a noi nota, a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Restif_de_la_Bretonne\">Restif de La Bretonne<\/a> che introdusse il termine nella pubblicistica moderna con il suo romanzo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Le_pornographe\"><em>Le pornographe<\/em><\/a><em> (<\/em>1769). Il termine ha iniziato ad essere impiegato con questo significato agli inizi del XIX secolo, per poi diffondersi nei decenni successivi allo scopo di distinguerla dal concetto di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arte\">arte<\/a>. Generalmente negli ordinamenti giuridici occidentali non \u00e8 considerata illegale, ma in determinati contesti \u00e8 (o \u00e8 stata) soggetta a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Censura\">censura<\/a>, e ne viene vietata la visione (in particolare a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maggiore_et%C3%A0\">minorenni<\/a>). Da sempre si \u00e8 dibattuto sul mutevole confine tra arte, erotismo e pornografia. La pornografia intesa come raffigurazione di situazioni erotiche o scene di sesso ha origini molto antiche: forme di rappresentazione esplicita di atti sessuali sono testimoniate presso la maggior parte delle civilt\u00e0 della storia, ed \u00e8 questione controversa se l&#8217;importanza relativa della pornografia sia correlata con il \u2018grado di civilt\u00e0\u2019 di un popolo. Certamente la pornografia intesa nel senso corrente \u00e8 un fenomeno moderno, nato come detto precedentemente agli inizi del XIX secolo; nell&#8217;esaminare la storia di questo fenomeno, quindi, occorre estendere l&#8217;accezione di pornografia ed intendere qualsiasi genere di rappresentazione esplicita di atti sessuali, nudit\u00e0 e cos\u00ec via; tenendo per\u00f2 presente che, al di fuori di alcuni casi, non sempre \u00e8 ipotizzabile che tale rappresentazione avesse lo scopo di provocare eccitazione nell&#8217;osservatore. Le donne nude e le attivit\u00e0 sessuali sono descritte in maniera minuziosa nell&#8217;arte paleolitica (vedi ad esempio la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Venere_di_Willendorf\">Venere di Willendorf<\/a>) tuttavia non \u00e8 sicuro che lo scopo di tali opere fosse il risveglio sessuale, dato che tali immagini possono avere preferibilmente un&#8217;importanza spirituale. Relativamente all&#8217;epoca romana, a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pompei\">Pompei<\/a> sono tuttora in perfetto stato di conservazione i <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lupanari\">lupanari<\/a>, case chiuse sulle cui pareti sono ancora presenti rappresentazioni pornografiche. Inoltre sono state recentemente notate raffigurazioni degli organi sessuali maschili e femminili eseguita in alcune strade: per gli organi femminili era segno che la strada in cui ci si trovava era frequentata da prostitute; per l&#8217;organo sessuale maschile invece il discorso \u00e8 diverso: ve ne erano moltissimi scolpiti o disegnati per le vie di Roma. Infatti l&#8217;organo maschile eretto era un simbolo portafortuna, da cui \u00e8 derivato il nostro cornino di corallo. Una particolare sezione del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Museo_archeologico_nazionale_di_Napoli\">Museo archeologico nazionale di Napoli<\/a> (vietata ai minori di 14 anni e ai minori di 18 non accompagnati) contiene tutto quello che di pornografico \u00e8 stato trovato negli scavi archeologici di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pompei\">Pompei<\/a>: statue, affreschi, suppellettili (e persino giocattoli erotici), che ci fanno supporre che all&#8217;epoca questo tipo di raffigurazioni fossero comunemente diffuse. Nell&#8217;aprile del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2005\">2005<\/a> alcuni archeologi della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Germania\">Germania<\/a> hanno notato un grosso disegno, di circa 7.000 anni fa, raffigurante un uomo che si piega sopra una donna. Tale figura \u00e8 stata chiamata <em>Adonis von Zschernitz<\/em>. Nella seconda met\u00e0 del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XX_secolo\">XX secolo<\/a> la pornografia si \u00e8 evoluta negli <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stati_Uniti_d%27America\">USA<\/a> grazie ad alcune riviste specializzate per soli uomini, quali ad esempio <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Playboy\">Playboy<\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Uomo_Moderno&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Uomo Moderno<\/a> (entrambe fondate nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1950\">1950<\/a>). Questi periodici hanno ritratto donne famose completamente nude. Dal <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1960\">1960<\/a> in poi queste riviste hanno cercato una forma di raffigurazione sessuale pi\u00f9 esplicita. Tale ricerca \u00e8 terminata negli <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anni_1990\">anni novanta<\/a>, quando erano ormai inseriti articoli ed immagini riguardanti l&#8217;amore <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lesbismo\">lesbico<\/a>, l&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Omosessualit%C3%A0\">omosessualit\u00e0<\/a>, la penetrazione, il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sesso_di_gruppo\">sesso di gruppo<\/a>, il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Feticismo_(sessualit%C3%A0)\">feticismo sessuale<\/a>. L&#8217;opportunit\u00e0 di censurare o meno le raffigurazioni pornografiche \u00e8 da sempre all&#8217;origine di dibattiti etici e sociali. I favorevoli alla censura credono che un&#8217;azione legislativa pi\u00f9 severa renderebbe la pornografia un fenomeno meno diffuso. I contrari alla censura sostengono che l&#8217;autodeterminazione dell&#8217;individuo non dovrebbe essere limitata per legge (fatti salvi i casi pi\u00f9 aberranti). Inoltre, spesso, ci\u00f2 che un tempo era considerato pornografico o scandalistico con le mutazioni dei costumi della societ\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 considerato tale. Per esempio tratti del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Decamerone\"><em>Decamerone<\/em><\/a> di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Boccaccio\">Giovanni Boccaccio<\/a>, che fu addirittura inserito nell&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Indice_dei_libri_proibiti\">Indice dei libri proibiti<\/a> dalla <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_cattolica\">Chiesa cattolica<\/a>, e del romanzo di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/David_Herbert_Lawrence\">David Herbert Lawrence<\/a> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27amante_di_Lady_Chatterley\"><em>L&#8217;amante di Lady Chatterley<\/em><\/a>, che fu considerato nell&#8217;anno in cui fu pubblicato (il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1928\">1928<\/a>) <em>osceno e offensivo al comune senso del pudore<\/em>. Una questione rilevante nel dibattito sulla censura riguarda il ruolo della pornografia nella trasmissione e nella riproduzione di forme di oppressione e violenza nei confronti della donna o di altre figure, e, in ogni caso, di un uso puramente mercantile del corpo umano. Uno degli aspetti maggiormente rimproverati alla pornografia \u00e8 l&#8217;eccessivo utilizzo del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sadismo\">sadismo<\/a>. In <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giappone\">Giappone<\/a> ad esempio, la legge non pone limiti al tipo di argomenti o di storie, ma proibisce di mostrare gli <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Organo_sessuale\">organi genitali<\/a> al pubblico: per questo motivo nei film pornografici e nelle riviste, compresi <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anime\">anime<\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Manga\">manga<\/a>, i genitali sono censurati con vari artifici grafici. La <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cinematografia\">cinematografia<\/a> ha sempre avuto interesse per la pornografia ma ha trovato ostacoli nelle legislazioni delle varie nazioni. Attualmente il genere del cinema porno \u00e8 un notevole affare commerciale nelle nazioni dove \u00e8 consentito. Esistono forme artistiche con contenuti erotici da alcuni assimilate alla pornografia, in letteratura (valgano per tutti gli esempi di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_chiave_(romanzo)\"><em>La chiave<\/em><\/a>, dello scrittore giapponese <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Junichiro_Tanizaki\">Junichiro Tanizaki<\/a>, tutta la bibliografia del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marchese_de_Sade\">Marchese de Sade<\/a> e la letteratura popolare inglese che ha preceduto il romanzo <em>Moll Flanders<\/em> di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Daniel_Defoe\">Daniel Defoe<\/a>), nei fumetti (il genere <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Hentai\">hentai<\/a> giapponese), nell&#8217;arte (<em>La fornarina<\/em> di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raffaello\">Raffaello<\/a>), nella poesia (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Catullo\">Catullo<\/a>, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marco_Valerio_Marziale\">Marziale<\/a>, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Albio_Tibullo\">Tibullo<\/a>, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sesto_Properzio\">Properzio<\/a>, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Publio_Ovidio_Nasone\">Ovidio<\/a>, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gabriele_D%27Annunzio\">Gabriele D&#8217;Annunzio<\/a> e il &#8220;divino&#8221; <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietro_Aretino\">Aretino<\/a>) e nella musica (ad esempio il brano allora giudicato scandaloso <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Je_t%27aime..._moi_non_plus\"><em>Je t&#8217;aime&#8230; moi non plus<\/em><\/a> di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serge_Gainsbourg\">Serge Gainsbourg<\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jane_Birkin\">Jane Birkin<\/a>). Nella pittura e nella fotografia numerosissimi sono i casi di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nudit%C3%A0\">nudit\u00e0<\/a> al confine con la pornografia. Nei movimenti femministi s&#8217;individuano due posizioni contrapposte riguardo alla pornografia. Le femministe ad essa favorevoli, come la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sociologia\">sociologa<\/a> della Northwestern University di Chicago <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Laura_Kipnis\">Laura Kipnis<\/a>, considerano la pornografia un aspetto positivo e cruciale della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rivoluzione_sessuale\">rivoluzione sessuale<\/a> che ha portato alla liberazione della donna, contrariamente alla morale dei conservatori, che la vedono invece come oppressiva per le donne. Invece secondo l&#8217;altra posizione, rappresentata soprattutto dalla giurista <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Catharine_MacKinnon&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Catharine MacKinnon<\/a> della University of Michigan Law School, la prospettiva \u2018liberazionista\u2019 della pornografia \u00e8 puramente illusoria: anzi essa, ponendo l&#8217;esposizione della sessualit\u00e0 della donna al centro del suo fuoco, la danneggia sotto vari aspetti: innanzitutto, sostenendo una <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ecologia_culturale\">ecologia culturale<\/a> sessista che si compiace di ridurla a oggetto e merce sessuale, e di trasmetterne un&#8217;immagine degradata. In secondo luogo, essa si rende spesso causa o concausa di danni a persone specifiche sia in fase di produzione (donne forzate a posare, o riprese senza loro reale consenso alla produzione o circolazione del materiale pornografico), sia dopo, attraverso le modalit\u00e0 della diffamazione o della molestia, o ancora fornendo una spinta verso l&#8217;aggressione sessuale in persone predisposte. Per queste ragioni certi gruppi di femministe si sono spinti a boicottare alcune manifestazioni pornografiche, sia cinematografiche che letterarie. La contestazione pi\u00f9 curiosa \u00e8 avvenuta a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Napoli\">Napoli<\/a> nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2000\">2000<\/a>: un gruppo di femministe battagliere ha scaraventato dei pomodori contro <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tinto_Brass\">Tinto Brass<\/a>, regista noto per il genere definito <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Softcore\"><em>softcore<\/em><\/a>\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Il dibattito nel movimento delle donne<\/span><\/p>\n<p>Fin qui la rete, tra enciclopedia e social media. Vediamo qualche spunto di dibattito sull\u2019argomento.<\/p>\n<p>Cosa mi disturba di pi\u00f9 nell\u2019attuale, inflazionatissimo, discorso pubblico sulla pornografia?<\/p>\n<p>Abbiamo per sommi capi visto come negli Stati Uniti, e di rimbalzo in Europa, si \u00e8 sviluppata la polarizzazione tra favorevoli e contrarie nel movimento femminista e nel mondo intellettuale progressista.<\/p>\n<p>Dal mio punto di vista ci\u00f2 che trovo principalmente fuorviante \u00e8 che sia avvenuto uno spostamento dal versante rimottivo\u00a0 \u2018pornografia \u00e8 ci\u00f2 che fanno gli altri\u2019 a quello (per me altrettanto evasivo) genericamente antimoralista: la pornografia \u00e8, in alcune sfiloni di pensiero femminista e genericamente in certa sinistra, sempre sinonimo di liberazione. Il porno, celebrato in ogni sua accezione, non manca mai nell\u2019orizzonte della modernit\u00e0 per chi considera pericoloso criticarne l\u2019uso e discutere sulla sua ipotetica responsabilit\u00e0 rispetto alla violenza maschile, ed \u00e8 ingrediente fondamentale anche nel discorso dell\u2019emancipazione e della liberazione femminile.<\/p>\n<p>Fioccano gruppi di studio, esperienze cinematografiche, romanzi di planetario successo nei quali la pornografia \u00e8 predominante, salutata come strumento indispensabile per raggiungere consapevolezza e libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ma libert\u00e0 per cosa, e perch\u00e9? Questa \u00e8 la domanda che mi pongo di fronte alla pornografia, e che faccio a chi ne propugna l\u2019utilit\u00e0, o addirittura l\u2019indispensabilit\u00e0 (per le donne) come mezzo di liberazione.<\/p>\n<p>L\u2019et\u00e0 e la conoscenza mi offrono la possibilit\u00e0 di accedere all\u2019origine del dibattito, nel femminismo, sulla pornografia: la raccolta di riviste edite tra gli anni \u201870 e \u201890, come <em>Effe<\/em>, <em>Noi donne, Lapis, Dwf, Grattacielo<\/em>, <em>Reti <\/em>(che ad Altradimora <a href=\"http:\/\/www.altradimora.it\">www.altradimora.it<\/a> abbiamo disponibili grazie al lascito della biblioteca di Emi Uccelli) raccontano di una riflessione e uno sguardo su corpo, emozioni, sessualit\u00e0 e pornografia molto sfaccettata.<\/p>\n<p>Quando ancora, agli albori del femminismo, c\u2019era tutto da guardare per la prima volta, da vedere in profondit\u00e0 e in soggettiva, quando tutto, sessualit\u00e0 compresa, era ancora da dire, trovando le parole per raccontare il mondo, (e per metterlo al mondo), raramente la pornografia risultava argomento interessante tanto da legarla dall\u2019orizzonte\u00a0 della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Se se ne parlava (e non era un argomento molto trattato) era spesso per connettere l\u2019uso della pornografia con la violenza: l\u2019analisi era legata al problematico mondo dello sfruttamento del corpo femminile nei media, nella comunicazione, nell\u2019immaginario e nel linguaggio, che appiattivano e banalizzavano (gi\u00e0 allora) il femminile, la sessualit\u00e0 e le relazioni costringendole nella commercializzazione e nella riduzione di una parte per il tutto. Come abbimo a dire nello storico incontro del giugno 2001 <em>Punto G<\/em> a Genova la globalizzazione, con il primato gi\u00e0 all\u2019epoca minaccioso del mercato su tutto, era paragonabile, nell\u2019analisi femminista, alla pornografia: si disse infatti che, cos\u00ec come nel porno il corpo e le emozioni scompaiono perch\u00e9 tutto \u00e8 focalizzato sulla genitalit\u00e0 cos\u00ec la globalizzazione cancella il mosaico di differenze e ricchezze umane scegliendo solo l\u2019aspetto del \u2018consumo\u2019 per categorizzare gli esseri umani.<\/p>\n<p>Ecco, forse, uno dei nodi del discorso: che oggi la pornografia \u00e8 centrale perch\u00e9 (in apparenza) del corpo, del piacere, del dolore, della morte, della sessualit\u00e0 \u00e8 stato detto, fatto, rappresentato, sezionato, ripetuto tutto, al punto da non avere pi\u00f9 nulla di nuovo da dire, esperire, raccontare, immaginare. A questo punto resta solo la pornografia, usata (anche) da chi contesta ci\u00f2 che resta del giudizio (religioso o laico) della sessualit\u00e0 altrui come vessillo per la libert\u00e0 d\u2019espressione, dimenticando per\u00f2 che, mentre la sessualit\u00e0 \u00e8 gratuita, la pornografia \u00e8 regolata dal mercato, e difficilmente sfugge alle regole del controllo compulsivo, della ripetitivit\u00e0 e della reiterazione. E\u2019 in questo rischio che il mercato vince, e quindi da presunti protagonisti si rischia di diventare pedine di un triste e banale gioco commerciale. Nel suo <em>La fine del desiderio<\/em> la filosofa Michela Marzano scrive, riguardo alla pornografia: \u201dL\u2019immaginazione \u00e8 \u2018forclusa\u2019, non solo nella pornografia contemporanea, attraverso la sovraesposizione dell\u2019atto sessuale, ma anche in quella classica, basata su un\u2019estetica iperrealista che, ripetitiva, monotona, codificata, esibisce la propria inautenticit\u00e0 poich\u00e9 mira a ridurre lo spettatore alla propria eccitazione, imprigionando la fisicit\u00e0 del corpo e delle pulsioni: la pornografia fissa un corpo smembrato; il volto, dunque l\u2019altro, manca, ridotto a bocca orifizio, e assenti sono le storie\u201d.<\/p>\n<p>Certo, non mancano le eccezioni, che per\u00f2 rimandano ad una capacit\u00e0 di non focalizzare arte e pensiero solo nella produzione pornografica: per esempio la scrittrice Almudena Grandes fece scandalo (anche dentro il femminismo) quando, usciti i suoi primi romanzi, disse che in lei convivevano l\u2019amore puro e materno verso i figli \u00a0cos\u00ec come la forte carica erotica che la spingeva a scrivere di sesso, e a praticare il mondo della pornografia, senza che questo inficiasse il suo essere anche mamma. \u201cSe qualcuno trova pornografico il mio scrivere pazienza\u201d, affermava, criticando la tendenza mai sopita in parte della cultura cattolica oltranzista spagnola a provare a riconfinare le donne nella gabbia della famiglia e della verginit\u00e0. Assai diverso, trovo, il fenomeno \u2018sfumature di grigio\u2019 e simili, che hanno trovato un pubblico di lettrici straordinariamente vasto, che ora si sposter\u00e0 negli adattamenti cinematografici tratti dai libri e, prossimamente, anche in tv con la valanga di serie che \u00e8 presumibile aspettarsi. Nei testi protagonisti del fenomeno di massa del \u2018porno per tutti\u2019(ma specialmente per le donne del ceto medio basso) c\u2019\u00e8 l\u2019intento di soddisfare la curiosit\u00e0 per la sessualit\u00e0, legittimando la pornografia, rendendola praticabile e agibile dentro il focolare domestico: in una sorta di interclassismo della camera da letto che \u2018finalmente\u2019 rende uguali ricchi e poveri, colti e ignoranti, giovani e vecchi: la pornografia come nuova frontiera della democrazia, un futuribile comunismo dell\u2019alcova, che livella, (al pari della morte), ogni differenza. Sesso, morte e denaro erano tab\u00f9 indistruttibili, prima dell\u2019avvento della rete: sembra che ora regga abbastanza bene solo l\u2019ultimo della lista.<\/p>\n<p>E\u2019 curioso, dal mio punto di vista, che le femministe che propugnano la pornografia come massima manifestazione di libert\u00e0, (bollando quindi le critiche e i dubbi come \u2018moralismo\u2019), siano oggi nella stessa schiera di chi, consumando i libri e le produzioni di porno soft ispirate al filone delle sfumature, non ha alcun intento rivoluzionario o femminista, ma al contrario \u00e8 custode dei ruoli sessuali in famiglia e nella societ\u00e0, come, per esempio, \u00e8 di recente avvenuto in Italia nel deprimente dibattito su \u2018cene eleganti\u2019, escort e virilit\u00e0 dell\u2019ex Presidente del Consiglio Berlusconi.<\/p>\n<p>Alcune femministe italiane hanno sostenuto che la libert\u00e0 femminile si esprime e si legittima anche nella scelta di vendersi, di farsi comprare, cos\u00ec come di comprare, consumare o essere soggetto\/oggetto di pornografia. In questa certezza si lascia, per\u00f2, di sfondo, un dato non secondario: non si considera come queste scelte, propugnate come libere, sono rigorosamente dentro l\u2019orizzonte del mercato, che non \u00e8 per nulla libero, ma al contrario diventa l\u2019unico elemento regolatore delle relazioni cos\u00ec come delle vite individuali e delle dinamiche collettive, causando la messa in secondo piano dei sentimenti e delle emozioni, centrando l\u2019attenzione e la signoria sul denaro e il potere.\u00a0 Rendendoci, tutti e tutte, al servizio acritico di un pensiero unico, e non pi\u00f9 libere e liberi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Il porno come liberatorio?<\/span><\/p>\n<p>Nel numero di settembre di <em>Lapis<\/em> del 1996 Marisa Fiuman\u00f2 scrive: \u201dSenza sottoscrivere la tesi del masochismo femminile per comprendere perch\u00e9 le donne si comportano \u2018come se\u2019 fossero masochiste bisogna scandagliare il rapporto delle donne con il desiderio e l\u2019angoscia che attribuiscono all\u2019Altro (cio\u00e8 alla persona che per loro riveste questo ruolo, il partner o chi altro). Nel masochismo le donne non cercano lo stesso piacere degli uomini, cercano piuttosto di fare esplodere qualcosa nell\u2019altro in modo che si renda visibile, con l\u2019angoscia, il suo desiderio. Pi\u00f9 che essere masochiste le donne corrono il rischio di cadere nel masochismo perch\u00e9 sono troppo interessate (e dipendenti dal) desiderio dell\u2019Altro\u201d. Mi ha colpito questo ragionamento, che viene da molto lontano nel tempo, quando ancora internet era agli albori, perch\u00e9 la molta parte delle produzione pornografica mette in scena corpi di donne in maggioranza in posizione sottomessa, quasi costantemente solo ricevente e passiva, e non solo, ovviamente, nella pornografia violenta: come se l\u2019essere del corpo femminile cavo e mancante di penetrativit\u00e0 sessuale primaria le rendesse \u2018naturalmente\u2019, e quindi pornograficamente, il corpo da sfruttare, penetrare, sfondare (\u00e8 il verbo pi\u00f9 usato nel discorso sessuale dei siti dedicati al sesso), riempire.<\/p>\n<p>Le critiche femministe alla pornografia tradizionale si sono spesso incentrate sull\u2019assenza di emozione e di relazione nei film, nei video e in generale nella pubblicistica porno, cos\u00ec come sullo scarsissimo protagonismo del corpo in tutta la sua estensione e sull\u2019ossessione per la penetrazione, sul carattere passivo e violento della rappresentazione del rapporto sessuale, sull\u2019esaltazione delle dimensioni del fallo. Un eccesso moralista, un timore ancestrale delle potenzialit\u00e0 che la pornografia potrebbe aprire nell\u2019orizzonte dell\u2019autodeterminazione? Sempre nel 1996 su <em>Lapis<\/em> di giugno Dolores Ritti annota: \u201dLa vergogna \u00e8 un sentimento elementare per le donne, una fatalit\u00e0 e una punizione insieme: accompagna sia la percezione del corpo, sia la sua immagine tanto pi\u00f9 il corpo quando diventa oggetto dello sguardo altrui. Il corpo al quale ci si \u00e8 avvicinate attraverso il duro lavoro dell\u2019autocoscienza, fonte del malessere, oggetto di seduzione e di conquista \u00e8 bandito da ogni progetto di riflessione. Limitato, offeso, equivoco, non \u00e8 pi\u00f9 degno di essere pensato.\u201d<\/p>\n<p>Forse \u00e8 per sconfiggere il senso di vergogna che ancora viene insegnato alle bambine che si propone la pornografia come elemento di liberazione? Possibile, anche se \u00e8 necessario avere ben chiari i limiti dello strumento e l\u2019ambito dentro al quale la pornografia, nel mondo, \u00e8 pensata, prodotta, commercializzata.<\/p>\n<p>E\u2019, in parte, questa la missione del sito nordamericano <a href=\"http:\/\/femporn.blogspot.it\/\">http:\/\/femporn.blogspot.it\/<\/a>: qui la ricerca \u00e8 orientata dalla visione femminista critica contro la produzione massiccia di porno violento ma allo stesso tempo favorevole e incentivante la produzione e conoscenza di una pornografia \u2018con occhi di donna\u2019, nella quale si offre al consumo femminile una cinematografia che si sforza di spostare l\u2019ottica dall\u2019impero del desiderio maschile a quello femminile, dando la possibilit\u00e0 di mettere in scena il desiderio dal punto di vista femminile (etero o lesbico).<\/p>\n<p>Sia nell\u2019iconografia cos\u00ec come nel linguaggio le differenze sono innegabili, tra queste produzioni e quelle mainstream. Anche il passaggio del tempo, l\u2019uso della telecamera cos\u00ec come il contesto cambiano in modo notevole se si raffronta il porno \u2018vintage\u2019 con quello attuale.<\/p>\n<p>Ho provato a fare una comparazione dei prodotti video pornografici degli anni \u201970 con quelli di oggi, e relativamente a ci\u00f2 che appare in rete nei primi posti digitalizzando la parola \u2018porno\u2019 c\u2019\u00e8 da restare di stucco. Nella cultura underground statunitense degli anni \u201970, accanto alla fascinazione per il viaggio interiore amplificato dall\u2019uso delle droghe psichedeliche c\u2019\u00e8 stato, ovviamente, anche un filone di produzione\/sperimentazione pornografica, che a livello cinematografico ha trovato il suo culmine nella ricerca di una femminista lesbica che gir\u00f2, assieme alla sua fidanzata, un celeberrimo film porno con l\u2019attore John Holmes, decano del genere. Nonostante nel film si arrivi alla penetrazione della fidanzata da parte della donna con la sua gamba di legno il video\u00a0 risulta quasi un film romantico, se paragonato alla maggioranza dei porno di oggi. Per non parlare dei succitati \u2018amatoriali\u2019, nei quali figurano video girati con il cellulare con scene in cui sono protagonisti minorenni o poco pi\u00f9 grandi in gita scolastica che hanno il carattere dell\u2019orgia \u2018panica\u2019: una giovane coppia si esibisce mentre il resto della scolaresca assiste, in parte preda di alcool o droga e in parte ancora lucida, e incita, come allo stadio. L\u2019intimit\u00e0 non \u00e8 nemmeno considerata, in questo orizzonte della sessualit\u00e0, e fa impressione che l\u2019et\u00e0 sia cos\u00ec bassa. Si accennava prima alla presenza di giovani nei locali a pagamento, dove si devono sborsare dagli 80 ai 500 euro per entrare, a seconda dei livello del luogo, per partecipare a sessioni di sesso di gruppo con anche 200, 300 persone coinvolte nello stesso stabile. In questo quadro di numeri e cifre \u00e8 davvero sufficiente cambiare mano alla telecamera, e sostituire l\u2019occhio di una donna a quello di un uomo, o cambiare pratica erotica principale, o essere produttrice nel mercato del porno, per modificare l\u2019assetto del potere simbolico sulla sessualit\u00e0 che l\u2019industria del porno alimenta e sul quale si fonda? Forse nella scrittura, e con il cambiamento semantico e simbolico della narrazione del racconto scritto e quindi letto, la pornografia riesce a diventare un pezzo dell\u2019evolvere in senso liberatorio della sessualit\u00e0: come, e se, lo possano il video e la produzione di immagini, specialmente on line, resta un dubbio pi\u00f9 che legittimo.<\/p>\n<p>Quanto alla scorciatoia del dare la parola ai \u2018protagonisti\u2019 per sdoganare il porno anche attraverso il racconto in diretta provare per credere: ad un numero di <em>Micromega<\/em> che intervista Rocco Siffredi, (rivista letta da una minoranza colta e gi\u00e0 interna alla pratica del dibattito), fanno da corte le serie tv sull\u2019impresa e la vita quotidiana, (assai monotona e povera), che negli States impiega madre, padre e figlio nell\u2019azienda di famiglia basata sulla produzione di porno. Visibile sul digitale terreste la serie racconta le giornate di mamma (impiegata a fare la contabilit\u00e0) e del padre e del figlio che aspettano le erezioni degli attori per immortalarli in varie prodezze erotiche, seriali e assai noiose, girate nelle anonime ville tutte uguali della costa; nelle pause le attrici sorridono, si disinfettano, telefonano a casa per dire che stanno tornando e di buttare la pasta, e al massimo riescono a dire frasi non pi\u00f9 lunghe di cinque parole.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Il diritto a scegliere<\/span><\/p>\n<p>In Italia una pornostar \u00e8 stata parlamentare, e sebbene non brillasse per eloquio colto Ilona Staller, in arte Cicciolina, \u00e8 da rimpiangere quanto a livello culturale e a simpatia\u00a0 se comparata alle giovani pornodive dell\u2019era digitale. La domanda \u00e8 se le femministe abbiano lottato anche perch\u00e9 una donna si potesse mostrare nuda, nei luoghi pubblici, reali o virtuali, senza essere insultata, dileggiata, punita, o persino uccisa per questo. Comincio a rispondere per me, e dico s\u00ec: ho lottato (e lotto) contro i pregiudizi sessisti e la miseria violenta del patriarcato, (che assume volti e versioni sempre attuali), anche perch\u00e9 le giovani donne potessero scegliere chi essere, come vestire, cosa fare nel mondo, senza che nessun uomo le obbligasse in alcunch\u00e9, nel nome della famiglia, di un dio, o della patria . Il femminismo non \u00e8 stato, e non \u00e8, un movimento che ha creato teoria, elaborazioni\u00a0 e pratiche effimere e strumentali: si \u00e8 trattato, e si tratta, di uno sguardo e di una visione critica della realt\u00e0, spesso ingiusta e violenta, che ancora affligge donne e uomini a livello globale. Nel mondo le bambine e le donne sono insultate, dileggiate, punite, e uccise solo per il fatto di essere femmine.\u00a0 Cito, per chiarezza, la nordamericana Robin Morgan, che forse riassume nel modo pi\u00f9 puntuale di cosa sto parlando: \u201cNon si tratta di una minoranza oppressa che si organizza su questioni valide ma pur sempre minori. Si tratta della met\u00e0 del genere umano che afferma che ogni problema la riguarda, e chiede di prendere parola su tutto. Il femminismo \u00e8 questo\u201d. La libert\u00e0 di essere non pi\u00f9 met\u00e0 della mela, (quella meno di valore), ma un soggetto intero si \u00e8 conquistata coniugando in modo nuovo il concetto di uguaglianza e di diritto: non a caso la parola usata dalle attiviste nelle lotte per la conquista della possibilit\u00e0 di decidere sul proprio corpo (orientamento sessuale, gravidanza, maternit\u00e0, matrimonio) \u00e8 autodeterminazione. Un concetto che mette insieme libert\u00e0 e responsabilit\u00e0: ti autodetermini perch\u00e9 ragioni anche sulle conseguenze dei tuoi gesti, e lo fai perch\u00e9 la tua libert\u00e0 si mette in relazione con il resto del mondo. Prender parola, dunque. Nella nostra societ\u00e0 dell\u2019immagine la parola la si prende anche, soprattutto, con il corpo. Viene alla mente la forza evocativa del gesto, silenzioso e per\u00f2 fragoroso in modo inequivocabile, di Amina Sboui, giovane blogger tunisina pi\u00f9 volte arrestata e incarcerata per aver messo online una sua fotografia in piedi, completamente nuda. Lei, che rischia la morte solo per questo gesto, chiama il mondo a ragionare sull\u2019irresponsabilit\u00e0 feroce di una visione del corpo femminile che diventa costume, consuetudine, legge, vincolo e condanna. Le donne, in questa visione, si possono vendere e comprare, ma non possono decidere per s\u00e9. Per questo l\u2019attivista iraniana Maryam Namazie ide\u00f2 nel 2013 il primo calendario, con enorme scalpore e visibilit\u00e0, nel quale alcune attiviste antifondamentaliste vicine all\u2019iraniana si ritrassero nude, protestando contro la sharia e la violenza islamista, in appoggio alle lotte di Amina e del gruppo Femen. Non \u00e8 un gioco, non \u00e8 la tv: \u00e8 la vita vera, dove le donne e le bambine vengono picchiate, mutilate, uccise, ad ogni latitudine, nelle case ricche come nelle favelas. Ben lungi da Amina, cos\u00ec come altrettanto lontana dall\u2019emozione che suscita il dipinto del 1866 di Gustave Courbet <em>L\u2019origine du monde<\/em>, \u00e8 l\u2019effimera comparsata di un\u2019attrice emergente del porno: prima, in un\u2019intervista, definisce le femministe, (senza probabilmente conoscerne nemmeno una in carne ed ossa), come portatrici di \u2018vagine legnose\u2019, e sentenzia che devono \u2018darla di pi\u00f9\u2019; poi, in un video di circa un minuto, opina in modo confuso sulla violenza di genere, negandone l\u2019importanza e ribadendo il concetto, (da partita doppia), del \u2018darla\u2019, una ricetta per tutte le stagioni, chiss\u00e0 perch\u00e9. Il video la ritrae nuda solo per la met\u00e0 inferiore: una gamba sul pavimento di un bagno come tanti, l\u2019altra sul lavandino, l\u2019ordinata e coltivata vagina in primo piano. E\u2019 un\u2019operazione commerciale pubblicitaria, una calcolatissima mossa di autopromozione, si \u00e8 detto da pi\u00f9 parti: del resto la ragazza, come molte della sua generazione che praticano il mondo della televisione e del cinema, ha studiato, \u00e8 mediamente pi\u00f9 colta di molti coetanei, sa bene l\u2019arte del vendersi. La donna siede sulla sua banca, \u00e8 il motto che le ispira. E\u2019 in buona compagnia: non \u00e8 la prima, n\u00e9 sar\u00e0 l\u2019ultima a diventare, per il pochissimo tempo che la logica del mercato offre alle presunte novit\u00e0, testimonial risibile e seriale dei nostri tempi vuoti, depilati e opachi. Non \u00e8 molto originale, come testimonial: l\u2019eccezione, oggi, \u00e8 rappresenta da chi \u2018non la d\u00e0. Nelle intercettazioni telefoniche dopo il caso Ruby erano i padri a incitare le figlie a concedersi, durante le cene eleganti, quindi dove sta la novit\u00e0, e dove lo scandalo? La mancanza di fantasia regna sovrana sui temi sessuali, cos\u00ec come il buon gusto, la cultura e l\u2019empatia: pochi giorni fa un quarantenne opinionista genovese invitava le ragazzine a coprirsi il sedere (che a lui non dispiaceva comunque guardare, fosse mai si dubitasse della sua eterosessualit\u00e0) altrimenti lo stupro \u00e8 giustificato (allora c&#8217;\u00e8 ancora chi invoca il pudore); poi \u00e8 stata la volta della leghista che augurava la violenza sessuale per la ministra, e infine, buon ultimo, l\u2019attivista di <em>Sel,<\/em> che come punizione per la suddetta leghista auspicava che questa fosse gettata in pasto a violentatori (di colore), riassumendo cos\u00ec l\u2019attitudine congiunta sessista e razzista, (almeno nel linguaggio e nell\u2019auspicio), di larga parte del paese, quella al potere cos\u00ec come quella del bar sport. Nel confuso eloquio della soubrette del porno manca la capacit\u00e0 di fare connessioni, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019automatismo a imperare. Femminista uguale frigida e acida, pornodiva uguale gaudente e realizzata. Nel video l\u2019attrice parla delle morti sul lavoro e di violenza sessuale, due piaghe sociali planetarie, che nell\u2019eloquio sgambato diventano risibili, perdono senso, spariscono nella voragine dell\u2019ignoranza della storia reale, citate cos\u00ec, solo come introduzione insensata all\u2019invito a \u2018darla\u2019. Negli ultimi 25 anni, sin dai banchi di scuola, una parte ingente di giovani \u00e8 cresciuta allevata in batteria al ritmo dei jingle della tv commerciale, avendo come esempi pupe e secchioni, amici e uomini e donne defilippiani che non azzeccano un congiuntivo, che rincorrono sogni di comparsate tv ben descritte nel film <em>Ricordati di me,<\/em> dove il compianto Taricone citava spietatamente se stesso. Rocco Siffredi, mentore della attrice filosofa, \u00e8 amato e ammirato da donne e uomini, pur se in modo diverso; non altrettanto si pu\u00f2 dire delle sue partner. Molta parte del mondo maschile si masturba nel privato apprezzando le grazie muliebri, ma nel pubblico sempre e solo puttana resti, e difficilmente acquisti la rispettabilit\u00e0, vitale per sopravvivere nella nostra societ\u00e0, finiti i fasti effimeri del corpo giovane, sodo e commercializzabile. Il best seller <em>I monologhi della vagina<\/em>, della femminista (tutto fuorch\u00e9 legnosa) Eve Ensler \u00e8 un inno contro la violenza sulle donne e sul mondo, lontanissimo dalle semplificazioni del \u2018darla\u2019: la bellezza della vita, che \u00e8 relazione e scambio e fatica e emozione, non si pu\u00f2 costringere in un solo verbo, in una semplificazione cos\u00ec routinaria. In fondo non sono le gambe aperte a fare scandalo: \u00e8 il cervello chiuso, quello s\u00ec, che preoccupa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Testi consigliati (IN COLORE DIVERSO- SE NON STA DENTRO LA PAGINA METTERE IN CONCHIGLIE,SEMPRE IN COLORE DIVERS0)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ovidie Becht, <em>Porno manifesto. Storia di una passione proibita<\/em>, Baldini &amp; Castoldi<\/p>\n<p>Virginie Despentes, <em>King Kong girl<\/em>, Einaudi<\/p>\n<p>Catharine MacKinnon, <em>Soltanto parole<\/em>, Giuffr\u00e8<\/p>\n<p>Pamela Paul, <em>Pornopotere, <\/em>Orme<\/p>\n<p>Annie Sprinkle, <em>Postporn modernist<\/em>, Venerea Edizioni<\/p>\n<p>Michi Staderini, <em>Pornografie, <\/em>Manifestolibri<\/p>\n<p>Nadine Strossen, <em>Difesa della pornografia<\/em>, Castelvecchi<\/p>\n<p>Sallie Tisdale, <em>Dimmi le parolacce<\/em>, Tropea<\/p>\n<p>Annalisa Verza, <em>Il dominio pornografico, <\/em>Liguori<\/p>\n<p>Michela Marzano, <em>La fine del desiderio, <\/em>Mondadori<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grande \u00e8 la confusione sotto il cielo di Monica Lanfranco www.monicalanfranco.it \u201cPornografia \u00e8 ci\u00f2 che fanno gli altri\u201d. 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